IN VENETO LA SCUOLA TORNA AL RISPETTO E AL RIGORE

Dal Veneto arriva un ritorno al passato. Leggiamo sul Messaggero che: “Gli alunni devono tornare a dare del lei agli insegnanti,ad alzarsi quando entra un docente e a vestirsi in modo adeguato, magari ripristinando il grembiule. Sono i passaggi dettati da Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione, per ricostruire i fondamentali di riferimento del mondo della scuola. Dando allo stesso tempo un giro di vite nei confronti dei genitori più irruenti: d’ora in poi chi si presenterà negli istituti in modo violento e aggressivo prendendosela con gli insegnanti e interferendo con l’attività didattica, sia a livello verbale se non addirittura alzando le mani, verrà denunciato“.

La strada percorsa dall’assessore Donazzan somiglia a quella espressa qualche tempo fa da Ernesto Galli della Loggia: un ritorno al passato, quando la scuola era rigida ed elitaria. È giusto? È sbagliato? È un ritorno al passato?
Sicuramente ci sono dei fenomeni che vanno contrastati con decisione: nessun genitore deve mancare di rispetto agli insegnanti dei suoi figli (peggio ancora se irrompe all’interno dell’istituto scolastico minacciando o ferendo i docenti). Questo non deve portare però all’espulsione delle famiglie dalla scuola. La collaborazione scuola-famiglia è sancita dalla legge e da anni di ricerca pedagogica: non possiamo cancellarla con un colpo di spugna. O meglio: potremmo, ma non è detto che il ritorno al passato sia la soluzione migliore.

Così come le buone pratiche per stimolare il rispetto del docente devono accompagnarsi a un’attenzione sempre maggiore ai bisogni dello studente e non ad un “mero” ritorno al passato.
Da sempre sosteniamo il rispetto degli insegnanti. Questo, tuttavia, passa dalla considerazione sociale prima che dai pronomi personali. Fintanto che i media, la politica e gran parte della società civile spareranno a zero sui docenti, preferendo il giudizio sommario al dialogo, sarà difficile parlare di rispetto.

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