SERVIZIO CIVILE PER TUTTI: UNA BUONA PROPOSTA

Che l’Italia abbia bisogno di educazione civica e di buone pratiche in campo civile non è una novità: il nostro paese è tristemente noto per essere il più ignorante d’Europa (inteso come il paese i cui cittadini sono meno preparati sulle questioni politiche, civiche ed economiche di attualità) oltre che per una scarsa partecipazione alla vita pubblica. Alla luce di queste considerazioni, emerge la necessità di puntare sull’educazione alla cittadinanza delle nuove generazioni.

Riportare in auge la leva obbligatoria, a nostro avviso, non è una soluzione. Diversamente, sarebbe utile rendere obbligatorio un periodo da dedicare al servizio civile. In questo modo, ai valori dell’obbedienza e del rispetto della gerarchia si sostituirebbero quelli della difesa del più debole e del lavoro utile al proprio paese, concetti che, al momento, non trovano spazio nell’opinione pubblica e nell’agire collettivo.

A nostro avviso, strutturare un programma di servizio civile obbligatorio, utile per garantire al paese servizi fondamentali e al tempo stesso volto a crescere dei cittadini attivi e responsabili è una proposta notevole.

Purtroppo, addentrandoci nel merito – tecnico – della questione, rimane il problema dei costi. Intervistato da Vita in merito alla fattibilità della proposta, Licio Palazzini, presidente della Cnesc, la Conferenza nazionale degli enti per il servizio civile ha risposto così: “oggi per il Servizio civile universale non ci sono i 400 milioni di euro annui per permetterebbero l’accesso a 100mila posizioni. Nella legge di stabilità per il 2019 i milioni di euro sono 150. Gli esperti dicono che la reintroduzione della leva obbligatoria richiederebbe dei miliardi. E mi chiedo se non riescono a trovare centinaia di milioni come possono trovare i miliardi?

Non si tratta di una cifra insostenibile, ma è comunque un esborso notevole, che richiede una volontà politica forte.