Sette idiozie sulla crescita dei figli (e come superarle)

Vi siete mai sentiti sbagliati?
Avete mai pensato che vostro figlio fosse “anomalo”?

Spesso, anche sui blog, si leggono sfoghi di mamme che lamentano il loro sentirsi inadeguate, mai perfette, sempre in corsa contro il tempo, sempre in bilico tra lavoro e famiglia, sempre in dubbio sulle scelte educative.

Il senso di colpa fa da padrone costringendoci a chiedere, più del dovuto, dove stiamo sbagliando. Vi siete mai posti una domanda diversa dalle prime due, ovvero: e se fossero i metodi che stiamo utilizzando ad essere lontani dalla natura di nostro figlio e per questo inefficaci?

Quotidianamente, quando si tratta di educare i bambini, anche senza volerlo, veniamo condizionati da una serie di consigli ricevuti da parenti, amici o sentiti dagli esperti, abitudini assorbite durante la nostra infanzia.
Il risultato non è sempre soddisfacente, dato che ciascuno di noi è unico e per questo difficilmente incasellabile in strutture precostituite.

Quando anno fa due formatori e consulenti per le famiglie, Roberta Cavallo e Antonio Panarese, pubblicarono il libro ‘Le 7 idiozie sulla crescita dei bambini’, con l’obiettivo di indagare i falsi miti che impediscono di essere genitori efficaci e sereni.

In questo week end autunnale, dopo il cambio di stagione ed in parallelo al foliage che tanto ci invoglia al rinnovamento, vi raccontiamo le sette credenze diffuse che tendiamo ad applicare nella nostra vita quotidiana, nella speranza di allenarci insieme e migliorarci.


SPUNT’Esercizio: proviamo a cambiare le cattive abitudini

Prima idiozia: i capricci sono solo capricci
Spesso diciamo o ci sentiamo dire che quando un bambino “fa i capricci” prima o poi la smetterà, che devi farlo sedere in un angolo a riflettere perché possa capire ed elaborare. Nella pratica, c’è sempre una motivazione profonda a uno sfogo emotivo. Non va giustificata, ma capita, per essere risolta.

Risolvere un capriccio significa imparare ad osservare la nostra reazione: se ci stiamo innervosendo a nostra volta, chiediamoci che cosa ci infastidisce del comportamento di nostro figlio. Individuando la nostra responsabilità e facendo il possibile per porvi rimedio, riusciremo a essere più neutrali dinnanzi alle sue richieste e a risolvere più velocemente “il conflitto”.

Seconda idiozia: lascialo piangere, prima o poi smetterà
A volte consigliano, quando un bambino piange, di lasciarlo a letto perchè gli passerà. Tutti i bambini vivono in momento di espansione e contrazione che si alternano. Se ad esempio accumulano troppe energie durante il giorno, magari di notte saranno più agitati. Proviamo ad individuare il motivo del disagio, consolandolo. Non è permissivismo, ma empatia.

Terza idiozia: fallo socializzare così impara a stare con gli altri
E’ giusto che un bambino socializzi con i coetanei, ma senza rinunciare al rapporto con l’adulto. Leggasi: la socializzazione con i piccoli non implica rinunciare al tempo con mamma e papà. Tempo di qualità, si intende: ascoltiamo, guardiamo negli occhi il bambino, evitiamo di banalizzare se ci riporta un suo vissuto o se ci fa una richiesta.

Quarta idiozia: devo sempre ripetergli le cose 100 volte!
Spesso ci chiediamo perché i bambini non ascoltano. A volte non lo fanno, semplicemente perché non lo facciamo noi adulti. Non ce ne accorgiamo, ma noi genitori ripetiamo tante volte le cose perchè spesso non abbiamo la pazienza di aspettare che accadano. Proviamo a fare in modo che i bambini trascorrano più tempo possibile con noi e siano coinvolti nelle nostre attività. Un clima gioioso e rilassato aiuta i bambini ad imitare l’adulto ed il suo esempio.

Quinta idiozia: mangia solo schifezze
Quando un bambino non vuole mangiare la frutta o la verdura, quando mangia “solo schifezze” o quando rifiuta il cibo, spesso ci dicono di insistere. E’ invece utile cambiare strategia, insegnando ad amare ciò che mangiamo: proviamo a dedicare un po’ di tempo a preparare un piatto insieme, facendo uscire il cibo dall’anonimato e divertendoci a prepararlo.

​​Sesta idiozia: ripeti più volte così impari meglio la lezione
Per facilitare l’apprendimento, è opportuno rendere le attività correlate divertenti e pratiche: trasformiamo la storia in una coinvolgente avventura o insegniamo le unità di misura facendo la spesa insieme. La vita è la nostra prima insegnante: se facciamo in modo che i bambini possano sperimentare, provare, sbagliare, sarà più semplice imparare.

Settima idiozia: è arrivata la crisi adolescenziale
Se i figli non sono più piccolissimi, spesso abbiamo difficoltà a capirli ed entriamo in crisi. La nostra casa non è un albergo ed i nostri figli non sono clienti di passaggio: anche se sembrano super emancipati non sono ancora adulti e hanno bisogno del nostro sostegno. Proviamo ad essere comprensivi anche se i figli sono diversi da noi, proviamo ad essere fermi ed autorevoli per aiutarli ad irrobustire le ali. Facciamo sempre il possibile per ricordarci questa domanda:

Se fossi io al suo posto, come mi sentirei?

I metodi si possono migliorare. L’importante è ricordarsi sempre che non esistono genitori sbagliati o figli sbagliati. Ma soltanto persone diverse che cercano di capirli, volendosi bene.

A cura di Alessia de Falco