Si può vivere senza sapere i logaritmi, ma non si può essere felici se si è incapaci di amare.

Si puo’ vivere da adulti felicemente senza sapere i logaritmi o senza conoscere la struttura dell’atomo, non si puo’ essere felici senza sapersi relazionare con l’altro e non sapendo amare.

Questa frase, per cui ringraziamo l’Asilo nel bosco, mette in evidenza un grande conflitto della nostra società: quello tra l’istruzione formale, le competenze da una parte e l’educazione alle emozioni e alla felicità dall’altra.

L'intelligenza del cuore permette di far fronte ai problemi non diversamente dalle proprie competenze
L’intelligenza del cuore permette di far fronte ai problemi non diversamente dalle proprie competenze!

Secondo noi l’educazione emotiva e alla felicità è una priorità educativa, tanto per la famiglia quanto per la scuola; dall’altra parte, non possiamo dimenticare che anche lo studio e le competenze non vanno dimenticate. Insomma, lavorare sulla felicità non vuol dire fermarsi alla terza media: significa prendere gli impegni della vita in modo più tranquillo, senza ansia di competere ed eccellere.

Emozioni vs Competenze

Le competenze determinano la nostra capacità di risolvere problemi; il nostro lavoro dipende per una certa parte dalle competenze che possediamo, così come il nostro approccio alla vita ne é influenzato. Sono, in pratica, necessarie a riuscire bene in quel che si fa.

giochimf1
Costruire relazioni sane è una delle capacità più utili ai bambini di oggi

Usiamo le nostre competenze per:

  • svolgere il nostro lavoro
  • dedicarci ai nostri hobby
  • riuscire bene nel nostro percorso scolastico
  • migliorare la nostra posizione nel mondo, attraverso uno dei tre campi già citati

Le emozioni, invece, determinano la nostra relazione con il mondo. La nostra salute mentale e il benessere personale si influenzano a vicenda, dipendendo in gran misura da come ci relazioniamo con il mondo, e generando così le emozioni. Una buona gestione delle emozioni serve insomma a vivere bene, a prescindere da quel che si fa.

Tipicamente, un buono sviluppo emotivo permette di:

  • avere una buona autostima
  • avere uno spirito ottimista e costruttivo nei confronti della vita
  • saper esprimere i sentimenti
  • reagire allo stress e alle difficoltà, trovando nuovi significati in quel che si vive (resilienza)

 

Quale dei due aspetti della vita andrebbe maggiormente curato nel corso dell’educazione? La risposta corretta è entrambi. Servono le nozioni, ma servono anche le capacità per condividere con gli altri e per saper vivere serenamente. Questo purtroppo sfugge alla scuola, che non prevede alcuna forma di educazione emotiva, né tantomeno educazione alla felicità. Quelle attività che permettono di rielaborare le emozioni, ad esempio la musica e l’arte, sono sempre meno considerate. Peraltro, l’approccio scolastico toglie alle competenze, allo studio, qualsiasi appetibilità (i bambini sono curiosi, sono voraci lettori e amano imparare), fino a scoraggiarlo.

Per fortuna ci sono all’interno della scuola numerose buone pratiche e diversi insegnanti illuminati che ci lavorano. Qualora non bastasse, anche a casa si può fare tanto. Come? Se vi va, potete cominciare dalle nostre guide: quella per crescere figli felici in 10 semplici passi e le letture per riscoprire la felicità nelle piccole cose.