Si torna a scuola: prima lezione, innovazione!

Oggi per molti è stato un giorno speciale. Il giorno della cartella in spalla, degli occhi lucidi davanti a piccoli uomini e piccole donne che, sempre più velocemente, sempre più a modo loro, si apprestano a percorrere il cammino della vita.
L’inizio della scuola è sempre un momento speciale, carico di auguri, speranze, raccomandazioni. Desideriamo che i bambini imparino al meglio, che gli insegnanti li conducano responsabilmente nel percorso dell’apprendimento.
In questo carosello di propositi e pensieri, ci sembra opportuno fare qualche augurio anche come Portale Bambini, visto che il nostro spazio è dedicato all’educazione alla felicità in primis, a casa, a scuola, ovunque.




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Genitori, insegnate ad amare la scuola!

Il primo augurio va ai genitori: vi ricordate quando siete andati all’Open Day della scuola? Quando avete girato istituti come trottole, raccogliendo informazioni e confrontandovi con mamme e papà, nella speranza di fare la scelta migliore per i vostri bambini?
Avete fatto bene! Ma farete ancora più il bene dei vostri piccoli se terrete a mente questa semplice idea, estrapolata da un saggio breve di Natalia Ginzburg: perché i ragazzi capiscano qual è la loro vocazione, è necessario che i genitori abbiano, essi stessi, una vocazione.
Mamme e papà non sono solo chiamati ad accompagnare i piccoli nel percorso di apprendimento, ma anche nel farlo amare. Come? Ricordandosi sempre di non opprimere i bambini con l’idea di successo scolastico, non è ciò che conta.
La cosa davvero importante è trasmettere la curiosità, la gioia di imparare, la necessità di scoprire. Anche sbagliando, anche cadendo, anche facendo errori.
Maria Montessori riteneva i bambini una vera e propria classe sociale che lavorava per produrre uomini. Vi auguriamo di saper aiutare questi piccoli lavoratori, donando loro serenità, tempo e amore: inutile dirlo, è il modo più facile per insegnare ed educare.

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Non auguriamo agi insegnanti di essere bravi, ma di essere famiglia!

Il secondo augurio è agli insegnanti: spesso bistrattati, criticati, hanno l’arduo compito di aiutare i nostri piccoli lavoratori a produrre uomini. Per farlo, ci vogliono tanta, tantissima passione e dedizione.
Se un maestro o una maestra sono appassionati, trasmettono la passione, il “desiderio di essere e di sapere”. Noi non auguriamo agli insegnanti di essere bravi. Auguriamo loro “tutta un’altra scuola”: un processo che rivoluzioni a livello didattico ciò che spesso è fermo agli Anni Sessanta. Auguriamo agli insegnanti di essere innovatori. Auguriamo alla scuola, la grande famiglia degli insegnanti, di creare una nuova scuola, attraverso le classi rovesciate, l’abolizione delle lezioni frontali con la cattedra, una sana revisione del concetto di compiti e voti, l’introduzione di strumenti multimediali.

Ma, soprattutto, auguriamo la capacità di creare comunità, intendendo la scuola come luogo in cui si cresce, non come luogo dove si impara. Uno spazio dove, per prima cosa, si sta insieme e si fa famiglia. Non demonizziamo però quello che si sta facendo nel nostro Paese. Ci sono casi di successo, lungo la strada dell’innovazione, che vale sicuramente la pena ricordare. Eccone alcuni, come spunto di riflessione.

Senza Zaino

Si tratta di un progetto nato dall’idea di Marco Orsi, maestro e pedagogista che insegna in una scuola di Lucca, e che ha lungamente studiato le scuole steineriane, montessoriane, libertarie, per poi trarne spunto. Ne è nato “Senza Zaino”, un progetto cui aderiscono più di 100 scuole pubbliche, dove lo zaino è stato sostituito con una cartellina leggera, lasciando i libri ed il materiale didattico a scuola, le aule sono open space con aree dedicate alle diverse attività e la cattedra è in un angolino.

La Wikischool a Firenze e l’educazione affettiva

Per capire meglio questo approccio, vi consigliamo di vedere “Educazione Affettiva” di Federico Bondi e Clemente Bicocchi, un documentario in tour per la penisola.
Nella Scuola Città Pestalozzi si sperimenta questo approccio attraverso la wiki school, che ha l’obiettivo di costruire una comunità di pratiche allargata, in grado di costituire attraverso la cooperazione e la condivisione un patrimonio comune di esperienze.

Le classi aperte della Longhena a Bologna

Nel capoluogo emiliano troviamo la primaria Mario Longhena, una scuola con più di 300 alunni, situata nel parco del Pellegrino, sui colli. Si lavora a classi aperte, con molte compresenze tra insegnanti, alternando momenti di studio e momenti di svago, il più possibile all’aperto. Il parco in cui giocano i nostri bambini è senza recinzione e i bambini imparano così il senso di responsabilità verso se stessi e verso gli altri.

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Un ultimo augurio ai bambini





Ed eccoci ai piccoli protagonisti di questo giorno. Emozionati o annoiati, desiderosi di iniziare o di scappare il più lontano possibile dal plesso scolastico per proseguire le vacanze, a loro il compito più arduo: scoprire la gioia delle cose nuove, crescendo.

Vi auguriamo di scoprire presto come si fa a scrivere il vostro nome dentro alle righe, ma di saperlo fare uscire quando non vi piacerà ciò che gli altri fanno.
Vi auguriamo di imparare a scrivere parole difficilissime, magari dimenticando qualche accento o qualche doppia; vocaboli come coerenza, scusa, grazie, cambiamento, indispensabili nel lessico del cuore.

Vi auguriamo di sbagliare, talvolta di perdere, perché le vittorie che arriveranno avranno un sapore unico, il vostro. Scoprirete, cadendo, che spesso si ha la fortuna di trovare una mano tesa, pronta ad aiutarvi.
Vi auguriamo di perdere cose inutili tra i banchi, dimenticando di mettere nello zaino l’egoismo, la competitività e l’indifferenza e di trovare al posto loro l’accoglienza dell’altro, la tolleranza, la disponibilità.

Vi auguriamo di restare bambini, anche quando sarete adulti.
Andate a modo vostro, nel senso più profondo che questa frase può assumere.

A cura di Alessia de Falco