Voler controllare ogni dettaglio della nostra vita è un cruccio ricorrente. Vorremmo rendere tutto prevedibile e pianificabile e proviamo una forte frustrazione quando ci accorgiamo che ciò non è possibile. È un proposito irrealizzabile che spesso trasferiamo anche nelle aspettative sulla famiglia: ci chiediamo perché i nostri figli facciano più capricci degli altri, perché noi non siamo pazienti come gli altri genitori. Spesso aneliamo ad una perfezione che rasenta l’utopia.

Three men traveling on snails with another man standing on the road — Image by © Eastnine Inc./Corbis

La ricetta per essere felici: smettere di controllare tutto

Ieri facevamo l’esempio del tempo, particolarmente calzante: quante volte vorremmo arrivare puntuali e in realtà all’ultimo minuto succede un imprevisto? La realtà è in movimento e molti fattori sfuggono al nostro controllo, con adulti e bambini. La mancanza di controllo e l’alterazione dei nostri schemi mentali ci irritano profondamente, poiché odiamo gli ostacoli ed i cambiamenti di rotta.

Facciamoci sabotare dalle emozioni

Il controllo è estremamente legato al pensiero che guida la nostra vita, sulla base di pregiudizi, paure, ambizioni etc. etc. La nostra mente elabora costantemente contenuti e razionalizzazioni della realtà. E’ un modo per schermarci, proteggerci dall’imprevisto.

Peccato che tutto ciò non funzioni o funzioni solo parzialmente: per controllare davvero la nostra vita bisogna perdere il controllo, facendoci sabotare dalle emozioni. Un esempio tra tutti: lo stress spesso genera ansia e noi, coscientemente, proviamo a scacciarla. Avete mai provato a fare l’opposto, ossia accettare e osservare ciò che succede?

Per vincere il controllo, accettare l’imprevisto ed il cambiamento, occorre dismettere i panni giudicanti verso noi stessi e verso gli altri, imparando a percepirci, facendo fluire le cose.

Vi ricordate quando abbiamo parlato della mindfulness e del “qui ed ora”? Dovremmo imparare a portarne un po’ nelle nostre vite, sapendo che la felicità è, spesso, anche casualità. Proviamoci insieme ai bambini, di cui spesso controlliamo in maniera eccessiva crescita e sviluppo, dimenticandoci che l’infanzia è così meravigliosa proprio perché è ancora dominata dalle emozioni.

SPUNT-ESERCIZIO: Osservazione consapevole

Proviamo con un esercizio semplice, ma ricco di spunti di riflessione. L’obiettivo è di creare una connessione tra noi e la bellezza dell’ambiente che ci circonda, spesso ignorata nelle nostre corse quotidiane. Scegliamo un oggetto naturale dall’ambiente intorno a noi, concentrandoci a guardarlo per un minuto o due. Potrebbe essere un albero, un fiore, un insetto o anche le nuvole o la luna.


Non bisogna fare nulla, tranne osservare e rilassarsi. Dobbiamo riuscire a guardare quell’oggetto come se lo vedessimo la prima volta. Questo “stacco mentale” può sembrare estremamente banale, ma in realtà è ricco di significato. Solo riconnettendoci al presente possiamo capire, o almeno provare a farlo, che nulla è controllabile e che vale la pena vivere, passo dopo passo, alla ricerca dell’armonia e della serenità.

a cura di Alessia de Falco