Stare insieme, come una volta

Oggi andiamo alla riscoperta di una vecchia abitudine dei contadini, cercando di portare nelle nostre case, moderne e confortevoli, la loro saggezza.

IL FILÒ, NELLA STALLA

Avete mai sentito parlare di filò? Si tratta di un’abitudine ormai perduta, del mondo contadino. Allora, nei mesi invernali e quando non c’era da lavorare nei campi, uomini, donne e bambini si ritrovavano nella stalla, tutti insieme. Scaldati dal respiro pesante degli animali e illuminati solo da qualche candela o da un lumicino al petrolio, era l’occasione per fare piccoli lavori artigianali e raccontarsi storie.

In questo modo venivano tramandate le fiabe popolari, quelle che poi, nell’Ottocento, sarebbero state raccolte da autori come i Fratelli Grimm e Jacob Joseph. Erano racconti genuini, in cui i grandi impiegavano tanta fantasia, senza farsi troppi scrupoli nel raccontare di qualche assassino o della strega cattiva. Analfabeti, eppure tanto creativi da raccontare e arricchire storie antiche.

In quest’usanza troviamo il più profondo senso dello stare insieme, della relazione, dello spirito di squadra: accomunati dalla povertà estrema, i pochi momenti di riposo dal duro lavoro dei campi si passavano insieme, gli uni accanto agli altri.

Spesso diciamo che il tempo è il dono più prezioso, a patto che sia tempo di qualità, caratterizzato da ascolto ed empatia. Caratteristiche che troviamo in quest’attività, tanto spontanea quanto efficace. Un primitivo storytelling per imparare ad ascoltare in modo attivo (se vi interessa il tema della comunicazione in famiglia, l’abbiamo approfondita parlando proprio di ascolto attivo).

SPUNT-ESERCIZIO: stare insieme, come una volta

Il gioco-esercizio di oggi prende spunto proprio dal concetto di filò, di stare tutti insieme a raccontare e fare piccole attività. Si tratta di un’attività adatta ai giorni di vacanza e a quelli di festa.

Per riprodurre il nostro filò moderno, ci serve prima di tutto una storia da raccontare. A seconda dei gusti e dell’età dei bambini si può scegliere uno o l’altro soggetto. Noi vi suggeriamo di cominciare da I tre porcellini, una classica fiaba da focolare, tipica proprio di quel mondo di cui parlavamo sopra. Potremmo leggerla insieme, ma anche solo sederci sul divano e cominciare a raccontare. Piccole varianti e aggiunte personali sono le benvenute. L’ideale è avere anche uno spuntino, meglio se preparato insieme prima. Una torta casalinga o dei biscotti sono un’aggiunta fantastica ad un racconto.

Al termine del racconto, arriva il momento di fare qualche piccolo lavoretto creativo, ma anche di ripensare la storia, facendo le proprie considerazioni e trasformandola con la propria fantasia. E se i porcellini fossero stati quattro? E se invece che mandarli a costruirsi una casa la mamma li avesse mandati a fare un giro perché erano sempre in casa a giocare col tablet? E se… non sono solo tre lettere: sono tre cavalieri della fantasia.

Per i lavoretti creativi, ce ne sono un’infinità, tutti adatti al tempo che si passa insieme. Per rendere l’atmosfera più suggestiva andrebbero tematizzati. E allora, ecco che, per continuare sulla scia dei tre porcellini, si potrebbero realizzare all’uncinetto delle collanine rosa di lana intrecciata, oppure delle cartoline di auguri decorate con i maialini. O ancora, un caviardage a partire dalla storia raccontata, una bottiglia salvadanaio a forma di porcellino.

Quanto dovrebbe durare questo filò moderno? Noi non ci siamo posti un limite; può essere mezz’ora, un’ora, due e perfino tre se tutti entrano nello spirito di questo gioco/relazione. Sentiamoci liberi: finché c’è fantasia e voglia di fare qualcosa insieme, si può andare avanti!

Concludiamo. Oggi ci piace prendere in prestito termini e usanze da altri paesi, e non è un male. Però, è curioso vedere come abbiamo tutti sulla bocca il termine Hygge (il concetto di “casa accogliente” danese), dimenticandoci che i nostri nonni, che spesso non avevano nemmeno la legna per scaldarsi, sapevano rendere accogliente perfino la stalla!

a cura di Matteo Princivalle