A volte, per cambiare, ci serve lo strumento giusto

Il cambiamento è alla base della sopravvivenza, ma anche di una vita felice. Solo affrontando il cambiamento possiamo migliorare. Parlando di cambiamento personale, però, ci concentriamo quasi sempre sull’interno, su di noi.

E’ grandioso; a volte, però, non funziona. Proviamo a spiegarlo con una metafora: pensate alla luce solare. Alcuni di noi non riescono ad uscire in una giornata molto luminosa, i raggi ci danno fastidio alla vista. In questo caso, superare la debolezza è impossibile se ci concentriamo solo su noi stessi. Non possiamo allenarci (come invece si potrebbe fare con un esercizio ginnico). Ci serve una protezione. Ci servono gli occhiali da sole.

In altre parole: a volte, per cambiare, ci serve uno strumento.

Qualcuno penserà che l’esempio degli occhiali da sole sia tremendamente banale. In realtà, dietro quell’oggetto che ormai molti di noi utilizzano senza nemmeno pensarci c’è una storia, fatta di intuizioni, progetti, fallimenti e traguardi raggiunti. Sapevate che i primi occhiali da sole non avevano lenti, ma erano speciali maschere d’avorio? Proprio come questa:

Fonte: Focus.it 

Rudimentali e sicuramente imperfette, ma nascevano da un’esigenza: proteggere se stessi da un potenziale pericolo. E, in qualche modo, ci riuscivano. Abbiamo impiegato due millenni per arrivare agli occhiali da sole come noi li conosciamo: un percorso tecnologico incredibile! Un percorso a sostegno di chi li ha usati, ma che di sicuro ha regalato grandi soddisfazioni a chi si è impegnato nel progettare e realizzare questi supporti.

Ci piace pensare che, con impegno, si possano realizzare una serie di “occhiali dell’anima”, oggetti e comportamenti studiati appositamente per proteggere le nostre relazioni e la nostra intimità. Laddove non riusciamo a cambiare con le nostre sole forze, chissà che uno “strumento” realizzato ad arte possa fare molto di più?

Qualcuno dirà: ma non è vero cambiamento! Ci si illude di cambiare ma, nei fatti, ci si affida ad uno strumento esterno. Vero: perché non siamo solo noi a cambiare; quando mettiamo a punto uno strumento è l’intero sistema che fa un balzo avanti e si trasforma (e comunque i risultati si ottengono). Meglio ancora!

SPUNT-ESERCIZIO: gli occhiali dell’anima

Per cambiare con uno strumento, o meglio, per adattarci, il primo passo è individuare per bene il problema: da cosa vogliamo proteggerci? Che cosa vogliamo implementare? Chi dobbiamo supportare?

Una volta individuato il problema, dovremo studiare una soluzione: si tratta di una sorta di ingegneria del cuore. Tutti noi lo facciamo, senza rendercene conto (la psicologia è piena di esempi di strumenti e strategie di difesa); secondo noi, il vero passo da compiere è quello di cominciare a sfruttare queste risorse con consapevolezza, diventando veri e propri artigiani dell’anima.

Ciascuno dovrà progettare i propri e non esiste uno strumento che vale per tutti; per farci qualche idea, pensiamo alla scatola della rabbia, per gestire meglio la collera, oppure alla scatola della positività (senza voler rompere le scatole, potete usare anche dei barattoli, o dei sacchetti di stoffa, o quello che più vi piace!). Non sono soluzioni perfette, ma tentativi di risolvere un problema. Magari qualcuno un giorno ne inventerà di migliori, ma è meglio di niente!

E soprattutto, progettare e costruire è una delle attività che più ci appagano. Tutti noi siamo artigiani in qualche modo. Un punto in più a favore dei nostri “occhiali dell’anima”.