Studiare l’intelligenza emotiva è un imperativo morale

L’intelligenza emotiva è qualcosa di più di un semplice modello psicologico o pedagogico.
Dietro l’intelligenza emotiva si nasconde il tentativo di una profonda innovazione sociale, di risolvere i problemi del nostro mondo, oltre alla possibilità di integrare la conoscenza “umanistica” dell’uomo con la ricerca neurobiologica. Ecco come Daniel Goleman, nel suo “Intelligenza emotiva”, introduce le ragioni che lo hanno spinto a scrivere:

“Nonostante le cattive notizie, gli ultimi dieci anni sono stati testimoni di un’esplosione senza precedenti di studi scientifici sull’emozione. Soprattutto impressionanti sono gli studi resi possibili da metodi innovativi come le nuove tecnologie per l’ottenimento di immagini del cervello nel vivente. Esse hanno dato forma per la prima volta nella storia dell’uomo a ciò che è sempre stato fonte di profondo mistero: ci hanno mostrato il funzionamento di questa massa intricata di cellule proprio nel momento in cui noi pensiamo e sentiamo, immaginiamo e sogniamo. Questa mole di dati neurobiologici ci fa comprendere più chiaramente che mai il modo in cui i centri emozionali del cervello ci spingono alla rabbia o alle lacrime, e come l’attività delle parti più antiche del cervello – quelle che ci spingono a fare la guerra, ma anche l’amore – possa essere, nel bene e nel male, incanalata. Questa chiarezza senza precedenti sui meccanismi delle emozioni e sulle loro debolezze offre alcuni nuovi rimedi per le crisi emotive che affliggono la collettività.

Finalmente, oggi la scienza è in grado di mappare il cuore umano con una certa precisione e può rispondere con autorevolezza a queste domande urgenti e sconcertanti sugli aspetti più irrazionali della psiche. […]
Al di là di questa possibilità, si profila un pressante imperativo morale. I nostri sono tempi nei quali il tessuto della società sembra logorarsi a velocità sempre maggiore, nei quali l’egoismo, la violenza e la miseria morale sembrano congiurare per corrompere i valori della nostra vita di comunità. È qui che la tesi che sostiene l’importanza dell’intelligenza emotiva si impernia sul legame fra sentimento, carattere e istinti morali. Ci sono prove crescenti del fatto che, nella vita, atteggiamenti fondamentalmente morali derivino dalle capacità emozionali elementari“.

BIBLIOGRAFIA
D. Goleman, Intelligenza emotiva, Rizzoli, 1996