Gestire il tempo in famiglia: ecco il modo per insegnare il rispetto e la responsabilità verso se stessi e gli altri

Spesso leggiamo commenti di adulti esasperati di fronte al carico eccessivo di compiti. Altrettanto spesso scriviamo articoli evidenziando come oggigiorno il tempo dei bambini venga saturato da molteplici attività extrascolastiche che non rappresentano soltanto un momento di svago per i figli, ma anche un alibi per i genitori.

Nelle famiglie di oggi, uno dei principali problemi è la gestione del tempo: si tratta di incastrare gli impegni di più persone con esigenze ed attività diverse, oltre ad agende pienissime. Si tratta di un equilibrio instabile che, non appena si sfasa, genera stress e polemiche.

Che fare? Sul lavoro è un abbastanza scontato, poichè siamo chiamati a svolgere compiti precisi, in un tempo prestabilito. Tra le pareti domestiche, se non ci si impegna, è più difficile organizzarsi in maniera funzionale: eppure facendo squadra si possono ottimizzare le attività, riducendo battibecchi e malcontento.

Va però fatta una premessa: i ritmi dei bambini e degli adulti sono diversi. Spesso i bambini si perdono per strada facendo spazientire i genitori. Partiamo da qui: riflettiamo su che cos’è il tempo per ciascuno di noi e su come interagire con gli altri.

Il tempo non deve inghiottirci e non deve inghiottire i nostri bambini! Una buona gestione del tempo serve proprio a evitarlo.

Facciamo “decluttering”, eliminando le attività superflue

Gli adulti hanno sempre tante cose da fare e vorrebbero che lo stesso accadesse ai bambini. Meno tempo abbiamo a disposizione noi, meno ne concediamo ai nostri figli, per compensare le nostre mancanze e per paura che si annoino.

A volte si pensa che una vita felice sia una vita piena. La felicità tuttavia non dipende da quante cose facciamo, ma da come le facciamo. La prima azione importante da compiere è un decluttering: in questo caso si tratta di buttare via il superfluo, ripulendo non una stanza, ma la propria mente.

Se impariamo a semplificare le nostre giornate, sarà più facile insegnare ai bambini a gestire le loro attività. Per farlo, poniamoci una domanda: cos’è davvero importante per noi? Passare tempo in famiglia, questo è ovvio, ma anche avere un lavoro che ci consenta di vivere serenamente e un po’ di tempo da dedicare a ciò che piace. E’ possibile fare tutto? Assolutamente no.

Occorre scegliere, trovando un equilibrio. E convincersi di aver fatto la scelta migliore. In questo senso, accettare il “dover fare i compiti” ci aiuta. I compiti sono sempre esistiti e, anche se è vero che la scuola si è evoluta e forse i carichi di lavoro sono aumentati, vent’anni fa non avremmo mai sentito una mamma o un papà dire “Uffa, questo bambino è sempre pieno di compiti”.

Perchè oggi accade con maggior frequenza? Perchè abbiamo meno tempo e meno voglia di gestirli. Perchè siamo stanchi e mettersi due ore a verificare tabelline o leggere non ci va. E anche perchè i bambini si distraggono molto più facilmente, trascinandosi per ore un’attività che, con un po’ di impegno, si potrebbe concludere in modo più veloce.

Impariamo il valore del tempo, partendo dai compiti

Vogliamo provare a lavorare come squadra sul nostro concetto di tempo e su quello dei bambini? Non è la panacea di tutti i mali, ma è un modo per vedere in un problema l’opportunità che ne può scaturire.Il vantaggio è duplice: da un lato si insegna il senso del dovere, dall’altro si impara a lavorare eliminando distrazioni. In ogni caso, si fa più in fretta. E meglio.

Facciamo un esempio concreto: gli odiati compiti. Proviamo a immaginarli non solo come un modo per imparare cose nuove, ma per insegnare la gestione del tempo, che poi sarà una delle prime competenze richieste da grandi, nel mondo del lavoro.

Non tutto va per il verso giusto e spesso davvero i compiti sono parecchi. Però se riusciamo a insegnare che l’impegno paga, che anche per noi è stato così, sarà una bella palestra di vita per tutti. E’ chiaro che non è piacevole restare chiusi in casa la domenica pomeriggio per le verifiche del lunedì. Ma, pensiamoci: nessuno diventa adulto senza aver imparato che qualche sacrificio ci tocca e che, se ci crediamo, verrà ricompensato.

Se ci lamentiamo in continuazione per i troppi compiti a casa non aiutiamo i nostri figli, perché andiamo a trasformare, più o meno consapevolmente, il loro dovere in un peso, giustificando un malcontento che, oltre a non dare risultati, rende arduo l’apprendimento.

Se invece li incoraggiamo, li aiutiamo a responsabilizzarsi. Diciamo semplicemente la verità: non è sempre bello stare in casa ed è pure naturale non avere voglia di fare i compiti, come un domani potrebbe esserlo il non aver voglia di andare in ufficio. Ma se facciamo qualche piccolo sforzo, sicuramente costruiamo la strada per un percorso che ci porterà gratificazioni e soddisfazione.

Impariamo a riflettere sul tempo e ottimizzarlo. Può aiutarci nel definire le attività e nel vederle con gli occhi di un bambino. L’altro consiglio che ci sentiamo di darvi è di eliminare le distrazioni. I bambini di oggi sono iper stimolati e si “perdono” facilmente. Creiamo per loro un ambiente domestico sereno, non troppo rumoroso. Spegniamo la tv, lasciamoli concentrare, facciamo in modo che smartphone e giochi preferiti non siano a portata di mano. Se si resta focalizzati, tutto sarà più semplice.

SPUNT-ESERCIZIO: la tabellina del tempo

Cerchiamo di superare i problemi coi compiti e col tempo libero preparando una tabellina del tempo. E’ uno SPUNT-ESERCIZIO in due parti.

Parte prima: insieme ai bambini stabiliamo quanto tempo richiedono i compiti – senza distrazioni, cerchiamo di far capire l’importanza della concentrazione ai bambini – e quanto tempo libero è possibile avere. L’ideale è che ci siano ogni giorno almeno tre ore di tempo libero, meglio quattro.

Perché organizzare in modo così rigido le attività? Qualcuno potrebbe dire: perché fate tabelle e cartelloni per tutto? Per evitare di disperderci. Il multitasking va bene, ma nemmeno poi troppo: meglio la concentrazione e avere un tempo per ogni cosa. E siccome siamo ormai immersi in una società che si distrae e vuole fare troppo, svendendo l’attenzione, dobbiamo tornare a un po’ di metodo.

Parte seconda: si prepara una scheda, va bene un semplice foglio A4 in cui inseriamo i giorni della settimana e i rispettivi orari. Giorno per giorno, i bambini dedicheranno ai compiti lo spazio stabilito, colorando le caselle degli orari corrispondenti e poi potranno godersi il tempo libero.

Può sembrare una sciocchezza, ma l’abitudine mentale a gestire il tempo è un aiuto prezioso che ci aiuta a sopravvivere in un mondo ricco di impegni e richieste.

Pin It on Pinterest