Non vi è intelligenza senza emozione. Ci può essere emozione senza molta intelligenza, ma è cosa che non ci riguarda“.
Ezra Pound

Daniel Goleman in “Intelligenza emotiva” propone tre strategie operative per allenare la propria intelligenza emotiva e migliorare così le relazioni interpersonali:

  • Calmati: imparare a dominare il flusso delle emozioni, a mantenerti imperturbabile. La calma è elogiata sin dai tempi dei filosofi greci, permette di pensare al meglio e aiuta a non prendere decisioni emotive o d’impulso. Per un genitore si tratta di una grande dote;
  • Rendi i tuoi pensieri meno tossici: monitora i propri pensieri, evitando tutti quelli diretti a screditare gli altri, a partire dal momento in cui si formano nella propria mente. In questo senso, l’attitudine al pensiero positivo è un grande aiuto per imparare a rendere virtuoso il flusso dei  pensieri;
  • Ascolta: evita di travolgere gli altri con la tua piena emotiva; è questo il terzo cardine dell’allenamento emotivo. La capacità di ascoltare in modo attivo è forse la dote più importante per un genitore (e anche per tutti gli altri).

Ma come trasformare questi precetti in azione? Un esercizio molto efficace consiste nel tenere un piccolo diario emotivo, in cui ogni giorno analizzi la situazione. Bastano poche righe: puoi utilizzare anche lo smartphone o il tablet se questi strumenti ti semplificano la scrittura.
Prova ogni giorno a ricordare e scrivere:

  • un momento in cui hai mantenuto la calma o un momento in cui hai perso la calma;
  • un pensiero tossico che sei riuscita/o ad eliminare o un pensiero tossico che ti ha condizionata/o;
  • un momento in cui sei riuscita/o ad ascoltare davvero o un momento in cui non ce l’hai fatta.

Questi “ricordi nero su bianco” sono potentissimi organizzatori della mente, capaci di influenzare in modo positivo il comportamento.

FONTI

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