Un minuto al giorno, liberiamo la fantasia

DOV’E’ FINITA LA FANTASIA?

Quante volte riusciamo a liberare la nostra fantasia? Non molte, vero? I bambini sono incredibilmente fantasiosi: riescono a collegare tra loro concetti impensabili, riescono ad inventare il tutto a partire dal nulla (o dal pochissimo) con grande maestria. Poi, crescendo, insegniamo loro a leggere e a scrivere, a colorare dentro i margini e che le case si disegnano così, proprio così.

E’ giusto? Sicuramente sì, anche se qualcuno afferma che così facendo si uccide la fantasia. Non è che non abbia ragione: un po’ la si uccide. Purtroppo, però, la fantasia non è pensata per vivere in compagnia, condurre una vita equilibrata o gestire una famiglia ed un lavoro. La civiltà richiede una certa ordinarietà, un metodo, anche delle regole. Le regole sono nemiche della fantasia per eccellenza, ma vi sentireste di dire: ci vorrebbe un mondo senza regole? Noi no.

La fantasia è energia pura, che spesso è bene imbrigliare per evitare di farsi trascinare nei suoi flutti. L’importante è non dimenticarsene: dobbiamo coltivare la consapevolezza che una parte di noi è fantasia. Quella stessa fantasia del bambino che vede un’astronave in un pezzo di cartone, della bimba che nutre il suo peluche con un intingolo di pigne e foglie, noi dovremmo conservarla in un angolo del nostro cuore, pronti a farla uscire quando ci serve un po’ di libertà.

FANTASIA E ORDINE SONO IN EQUILIBRIO PRECARIO

Quando si cita da Il piccolo principe:

Tutti i grandi sono stati bambini una volta (ma pochi di essi se ne ricordano).

non c’è un unico senso di lettura; non è che essere adulti sia di per sé un male. Lo diventa solo se ci dimentichiamo dell’Io bambino. Riflettiamo su questo binomio (quasi) fantastico: fantasia e ordine. Secondo noi, l’equilibrio sta nel mezzo. La difficoltà è proprio questa: accorgersi che ci vuole equilibrio.

COACHING CREATIVO: IL MINUTO DI FANTASIA

Questo è un esercizio da eseguire insieme: serve a riscoprire la fantasia adulta e bambina, a riscoprirsi uniti da un denominatore comune: quello fantastico. Un po’ come quando si legge una storia, solo che questa volta proveremo con il disegno. Prendete un foglio di carta e qualche matita. Non occorre una collezione da 200 matite professionali per tirare fuori la fantasia: basta qualche lapis.

Riunitevi intorno a un tavolo e per un minuto lasciate libera la vostra fantasia: disegnate, senza la volontà di rappresentare qualcosa. Disegnate. Punto.
Le prime volte traccerete qualche linea goffa, vi sentirete in imbarazzo. Dopo qualche esercitazione, vedrete che anche la vostra fantasia riuscirà a riprendere il volo. Lasciatevi ispirare dai bambini: per loro, una casa nella pancia di un cavallo è la normalità.

E ricordate: la potenza è niente senza controllo.

Liberare la fantasia, così come imparare a metterla in gabbia, sono due facce della stessa medaglia: l’equilibrio. Quello che ci aiuta a vivere bene, sfoderando la risorsa giusta al momento giusto.