Luca, ogni sera, sfida il suo bambino con qualche indovinello o con uno scioglilingua; non è una vera e propria gara: si ride insieme, come due matti. È vero, dopo si fa un po’ più di fatica a prendere sonno, però, che bello, una volta addormentato il pargoletto, vederlo dormire col sorriso sulle labbra.

Chissà se Luca ha letto queste parole di Gianni Rodari:

“Il bambino, bisogna farlo ridere. È più importante farlo ridere che rivelargli chissà quali misteri. Il dialogo è ridere insieme. Il riso è la cosa in più, il dono inatteso, l’al di là della protezione e della sicurezza. Ridete con lui, è vostro per la vita.
Divertitevi con lui, divertitelo, arrivate alla molla del riso scatenato, senza più né senso né misura: è una conquista i cui effetti dureranno per un tempo incalcolabile.
E chi non vorrebbe essere ricordato dal figlio come l’uomo con cui si sono fatte quelle risate matte, liberatrici, educatrici…
Volete un altro aggettivo? Catartiche.
Bisogna aver riso col bambino al di là di ogni equilibrio, perché l’equilibrio sia un ritorno riposante, una sensazione rasserenante, e non una conquista”.

COACHING CREATIVO: RIDERE PER ESSER PIÙ SERI

Luca ha avuto proprio una splendida idea! Far ridere i bambini, entrando insieme a loro nella dimensione del divertimento senza freni, significa condividere tutto. Soprattutto, significa far capire al bambino che si è disposti a ridere con lui, a vivere nella sua dimensione. Significa dimostrargli che il nostro amore per lui è senza confini: questa è intelligenza emotiva!

Questa dimostrazione d’amore, ci tornerà molto utile. I bambini, infatti, hanno bisogno di regole rigide, di paletti e limiti da rispettare.
Per noi genitori moderni, però, è quasi impossibile imporle: abbiamo troppa paura di esser guardati male. Temiamo quel “sei cattiva/o” come fosse una pugnalata al cuore.

Come possiamo recuperare l’autorità perduta? Imparando prima a ridere con i bambini. Solo così, quando dovremo “far la parte dei cattivi”, sapremo – e sapranno – che non siamo mostri cattivi, ma semplicemente persone che li amano, nel momento del riso come nel momento del rimprovero.
In altre parole, Luca, attraverso la risata, ha fatto la carica di autostima e, allo stesso tempo, è riuscito a comunicare in modo profondo con il suo bambino, costruendo una relazione solida, basata su fiducia e autorevolezza.

Vuoi provarci anche tu? Comincia da questo scioglilingua: “Il salume salame è un salato salume che nuoce al salame cui piace”.

Oppure, dai un’occhiata a queste due pagine:

BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

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