Valorizziamo i talenti del bambino senza fare danni

Ogni genitore desidera il meglio per i figli e spera che riescano bene in un’attività o nelle proprie passioni. Che orgoglio scoprire che il nostro bambini ha un talento speciale, eccelle in una materia!

Che fatica però mantenere i nervi saldi, non caricare il bambino di aspettative, non sognare per lui o lei un futuro da star (anche se un po’ è fisiologico).

Valorizzare i talenti diventando una guida sicura

Un bambino, per quanto talentuoso, non ha certo bisogno di vivere in un clima competitivo o ansiogeno. Per cui, il primo compito di ogni genitore è imparare ad autogestirsi. Ciò è possibile soltanto lavorando sul proprio stile di leadership (agli stili di leadership abbiamo dedicato un intero saggio, che potete leggere qui) 

La grandezza di una leadership si fonda su qualcosa di molto primitivo: la capacità di far leva sulle emozioni.

Daniel Goleman

Noi crediamo che, in famiglia, si debba crescere insieme attraverso l’allenamento della squadra. In questo senso, la leadership di un genitore è importante per motivare i bambini, insegnando ad affrontare non solo le vittorie, ma anche i fallimenti. E ricordando sempre che, per imparare, occorre un confronto proattivo con l’altro, mettendosi sullo stesso piano e vincendo arroganza e mancanza di umiltà.

Come fare? Per noi allenare il talento significa valorizzare il lavoro di squadra, in particolare attraverso: problem solving, anche avvalendosi di approcci “lateralisti responsabilizzazione, insegnando che ciascuno può contribuire al successo della squadra, anche a casa amore per il cambiamento

SPUNT-ESERCIZIO: il metodo delle 3A per la valorizzazione dei talenti

Ascolto: lasciamo liberi i bambini di esprimersi e di sperimentare, per conoscersi e per mettersi alla prova. Solo così potranno scoprire che cosa amano effettivamente di più fare e in cosa riescono meglio. Solo così potranno conoscere i propri punti di forza e le proprie passioni.

Apertura mentale: partiamo sempre dal presupposto che noi non siamo nostro figlio. Non imbrigliamoli in attività che noi vorremmo che facessero, ma che magari non rispecchiano a pieno i loro interessi. Le nostre passioni non sono le loro. Apriamo mente e cuore, riconoscendo l’unicità di ciascuno di noi, figli compresi.

Ambiente stimolante: se è vero che il talento è innato, è anche vero che le passioni fioriscono se adeguatamente stimolate. Proviamo a create un ambiente ricco di spunti per realizzare a pieno le potenzialità dei nostri bambini. Viaggiamo, leggiamo, andiamo a mostre e musei, ma soprattutto dedichiamo loro tempo di qualità: solo con l’amore il talento nascosto emergerà in tutta la sua prepotente forza e bellezza.

Armonia: l’ultima A è la più difficile: lasciamo vivere i bambini in armonia, con la loro età e i loro ritmi. Non etichettiamoli mai come geni, perché invece di alimentarne il talento creiamo solo delle aspettative eccessive. Il rischio è che si pretenda sempre di più da se stessi, senza riuscire a gestire serenamente difficoltà o errori che inevitabilmente accompagnano il percorso di crescita.

Non dimentichiamoci di valorizzare l’impegno: ognuno dà il meglio di sé ed è compito dei genitori valorizzare questo aspetto, prima ancora del successo.