“Dite ai vostri figli che è solo un esame”: lettera di un preside ai genitori

La nostra società si basa su un modello fortemente competitivo, ormai radicato anche nelle abitudini quotidiane. Costretti a correre sempre di più, viviamo nell’ansia da prestazione, temendo di non essere all’altezza. Questo modus operandi si riscontra anche nella scuola e nello studio, in particolare nel valore che viene attribuito al voto. La valutazione è uno strumento volto a capire dove stiamo andando e in che aree possiamo migliorare: è un modo di prepararsi alla vita, non certo un giudizio sulla persona.

Oggi, a supporto di questa riflessione, pubblichiamo una lettera molto significativa, scritta da un preside di Singapore e ripresa da Radio Deejay: gli esami esistono, ma sono una parte della vita, non la vita stessa. In un mondo che impone alle persone di primeggiare, il docente cambia rotta e sprona i genitori a non demoralizzare i figli se l’esito degli esami non è all’altezza delle loro aspettative.

NON SIAMO I VOTI CHE PRENDIAMO

Ecco il testo integrale della lettera:

Gli esami dei tuoi figli stanno per iniziare, so che speri che vadano bene.

Per favore, ricordati che tra gli studenti che sosterranno gli esami c’è un artista che non capisce la matematica, c’è un imprenditore a cui non interessa la storia, c’è un musicista per il quale i voti in chimica non saranno importanti, c’è una persona sportiva il cui allenamento è più importante della fisica.

Se tuo figlio andrà bene sarà un’ottima cosa, ma se lui o lei non lo farà, per favore non privarlo della fiducia o della dignità. Digli che non fa niente, che è solo un esame. Potrà fare cose molto più grandi nella vita.

Digli che non importa quali saranno i loro voti, li amerai lo stesso, senza giudicarli. Comportati così per favore. E quando lo farai, vedrai i tuoi figli conquistare il mondo. Un esame o un brutto voto non porterà via i loro sogni ed il loro talento.

Per favore, non pensare che dottori ed ingegneri siano le uniche persone felici al mondo.

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