acchiappasogni

L’acchiappasogni (o dreamcatcher in inglese) è un oggetto appartenente alla tradizione degli Indiani d’America, oggi diffuso in tutto il mondo. Sapete di che cosa si tratta?

Nella tradizione, il tempo dei sogni è caratterizzato da energie positive e negative: la rete dell’acchiapasogni serve ad intrappolare i brutti sogni, inghiottendoli nel foro centrale e facendoli svanire al sorgere del sole. Un acchiappasogni ha una struttura standard, anche se estramamente personalizzabile:

  • un cerchio esterno fa da supporto e rappresenta l’universo e il ciclo della vita
  • una ragnatela di fili intrecciati, spesso decorata con perline, volta a trattenere i brutti sogni, lasciando scorrere i bei sogni nel punto centrale
  • corde decorative che terminano con piume, per ricordare il volo degli uccelli, liberi nell’aria

Perché vi raccontiamo come realizzare un acchiappasogni? Perché questo oggetto antico ed affascinante, oltre ad essere un elemento decorativo, ha un significato profondo: tenere lontani gli incubi, favorendo il buon riposo. Magari non è così, ma è sicuramente un pensiero suggestivo.
Di seguito vi raccontiamo quali sono le origini di questo oggetto così particolare e come realizzarne uno. E se anche non dovesse evitare gli incubi di adulti e bambini, ma può essere un buon modo per parlarne e sdrammatizzarli. Di questo parliamo alla fine del nostro approfondimento.

LE ORIGINI DEGLI ACCHIAPPASOGNI

L’acchiappasogni nasce nel Nord America, tanto tempo fa, diffondendosi tra le tribù di indiani, in particolare Cheyenne e Dakota. L’origine però è attribuita alla popolazione Ojibwa: il nome originale dell’amuleto è “asabikeshiinh”, che vuol dire ragno. L’altro nome originale è “bawaajige nagwaagan” o ceppo dei sogni.

Si parla addirittura di frammenti risalenti al 300 a.c, più o meno all’epoca delle Guerre Puniche dall’altra parte del mondo! Anche se questo oggetto è associato prevalentemente agli indiani d’America, sono stati rinvenuti reperti anche nel Sud dell’India, in Asia. Evidentemente il problema di garantirsi un sonno tranquillo e di scacciare brutti pensieri era, ed è, condiviso!

Tornando al luogo d’origine, nelle tribù degli indiani d’America sembra fosse usato non solo con il significato attribuito oggi, ma anche per indicare quale professione praticava l’abitante della tenda. Per questo venivano utilizzati colori, piume e perle differenti. Il concetto attuale di acchiappasogni è stato attribuito successivamente: si pensa che, alla nascita di ogni bambino, ne venisse realizzato e donato uno, che lo avrebbe accompagnato lungo l’arco della vita.

Gli Ojibwa costruivano gli acchiappasogni intrecciando fili di salice intorno a un “nucleo” di forma circolare del diametro di 9-10 centrimetri.
Una volta realizzato il supporto, incrociavano fibra di ortica tinta di rosso, creando una ragnatela. La tribù credeva che i sogni buoni, passando attraverso la rete, arrivassero ai dormienti. Gli incubi venivano catturati dalla ragnatela.

Gli Ojibwa iniziarono a vendere acchiappasogni negli anni Sessanta, subendo grandi critiche dalle altre tribù, che consideravano questo commercio una profanazione. Non ci sentiamo di dargli torto, visto che oggi gli acchiappasogni hanno perso quasi del tutto il loro significato originale, trasformandosi prevalentemente in decorazioni. Ci sembra tuttavia utile riscoprire questa tradizione e, soprattutto, lasciarci ispirare per un laboratorio con materiali da recupero.

Non possiamo garantire che gli acchiappasogni allontanino davvero gli incubi e l’energia negativa, ma conoscerne la storia è un modo per accostarsi a una cultura antica e a tradizioni millenarie. Per farlo, vi proponiamo la leggenda degli acchiappasogni: può anche essere una lettura serale, da fare insieme ai bimbi. Se poi l’argomento vi appassionasse, ecco un bel libro sugli indiani d’America per i più piccini.

LA LEGGENDA DEGLI ACCHIAPPASOGNI

In realtà esistono più leggende sull’origine dell’acchiappasogni. Di seguito ve ne proponiamo due, le più diffuse. L’elemento comune, che poi ritroviamo anche nell’amuleto, è la presenza della tela che intrappola la negatività.

ASIBIKAASHI, LA DONNA RAGNO

C’era una volta una donna-ragno, il cui nome era Asibikaashi. Aveva un compito davvero importante: ogni giorno vegliava su tutte le creature del nostro mondo, intessendo sottili trame sopra le culle e i letti dei bambini. Così intrappolava tutto il male tra i suoi fili, facendolo svanire all’alba.
Il problema è che, a poco a poco, le tribù iniziarono a disperdersi in tutta l’America del Nord, un territorio vasto, ricco di laghi, montagne rocciose, verdi e altissime sequoie. Per la donna-ragno, divenne difficile prendersi cura di tutti, viaggiando da una parte all’altra dell’immenso territorio. Così la sacra arte fu trasmessa alle mamme e alle nonne indiane che iniziarono a tessere le magiche trame, continuando a proteggere i loro bimbi dai brutti sogni.
Oggi alcuni attribuiscono un significato diverso agli acchiappasogni, immaginando che servano ad ottenere ciò che ci prefiggiamo. In questo modo la parola sogno assume la connotazione di aspirazione, desiderio, speranza.

IKTOMI, IL SAGGIO SPIRITO

Un’altra leggenda racconta che un capo indiano dei Lakota un giorno ebbe una visione, mentre meditava su un monte. Era Iktomi, lo spirito della saggezza, che gli era apparso sotto forma di ragno e aveva iniziato a tessere la sua tela. Che significava tutto ciò?
Iktomi stava mandando un messaggio prezioso: nella nostra vita incontreremo forze buone e forze cattive. Dobbiamo imparare a dare ascolto alle prime, ignorando e seconde. Man mano che Iktoni parlava, continuava a tessere. Ben presto la tela si era trasformata in un cerchio perfetto con un foro al centro. Quel simbolo avrebbe aiutato le persone a ispirarsi, facendo uso di idee, sogni e visioni per raggiungere i propri obiettivi. Il Grande Spirito avrebbe vegliato sul mondo dei sogni per aiutare le persone a percorrere la loro strada.

COME REALIZZARE UN ACCHIAPPASOGNI

Se siete rimasti affascinati dai racconti e dalle leggende dei nativi americani, perché non lasciate andare la vostra creatività e vi cimentate con la realizzazione di un acchiappasogni tutto vostro? Nei negozi di bricolage trovate materiali, colori, piume, fili e perline. Tuttavia vi proponiamo di sfruttare la ricchezza della natura e procurarvi i materiali durante una passeggiata: sassolini, conchiglie, rametti.

Ecco cosa serve:

  • Materiale da riciclo a forma di circonferenza (guarnizioni della moka, tubicini in pvc, cartoncino). In alcune varianti fai-da-te vengono utilizzate le grucce metalliche.
  • Tessuto
  • Cordini colorati
  • Spago da cucina (quello per gli arrosti)
  • Piume
  • Perline

Ricordate di tenere a portata di mano le forbici ed una colla tipo Super Attack.

acchiappasogni fai da te

  • Partiamo dalla realizzazione del supporto circolare. Se usiamo la gruccia o i tubicini in pvc, occorre piegarli e chiuderli in forma circolare, aiutandovi con lo scotch (meglio quello nero per le applicazioni elettriche che ha maggior tenuta). Se invece usate il cartone, stendetelo sul piano di lavoro e ricavate una circonferenza con un piatto, disegnandone a matita il contorno, Con un piatto più piccolo disegnate all’interno una seconda circonferenza, in modo tale da ottenere una sagoma ad anello da ritagliare.
  • Procediamo rivestendo la sagoma ad anello precedentemente ritagliata: potete usare lana colorata o nastri, passando il capo della lana o del tessuto da dentro verso fuori, fino a ricoprire l’intera superficie del cerchio (presente quando realizzate i pom pom?)
  • A questo punto si passa alla ragnatela. Prendete una matassa di lana, un gomitolo di cotone o del banale filo di nylon per realizzare l’intelaiatura. Fate un doppio nodo sulla porzione superiore del cerchio principale, mantenendo fermo il nodo e tendendo il filo fino a raggiungere il margine destro del cerchio (il filo deve creare un angolo di circa 60 gradi rispetto al nodo principale). Fate un piccolo nodo e riportate il nastro sino a metà del segmento che collega le ore 8 con le 12. Legate il triangolo equilatero riportando il nastro sino al vertice della figura geometrica (a metà del segmento tra ore 12 ed ore 4). Per creare ulteriori corone nel vostro acchiappasogni dovete riprendere il procedimento. Infilatee delle conchiglie forate e delle perline nello spago man mano che si crea l’intreccio.

PERCHÉ CI PIACCIONO GLI ACCHIAPPASOGNI

Troviamo che realizzare un acchiapasogni sia un valido modo per affrontare uno dei temi caldi dell’infanzia: i brutti sogni.
Spesso i bambini si svegliano nel cuore della notte urlanti: è fisiologico, da piccoli come da grandi. Possiamo aiutare i bambini a conoscere ed affrontare l’emozione della paura stando loro vicino, senza drammi, ma anche senza sminuire ciò che provano.
Un valido aiuto ci viene dalla rielaborazione di ciò che è stato vissuto, ad esempio riparlandone l’indomani e proponendo di disegnare insieme il brutto sogno. Dar forma a ciò che ci angoscia serve ad esorcizzare le paure.
In quest’ottica, realizzare insieme un acchiappasogni può rappresentare una forma di sdrammatizzazione: una volta appeso in cameretta, potremmo inventare la storia del nostro acchiappasogni che diventa sempre più ciccione perché si mangia gli incubi e i mostri.
Ogni volta che il bambino si sveglia spaventato, consoliamolo e facciamoci raccontare l’incubo, inventandoci un finale divertente (vi ricordate la formula magica “Riddiculus!” di Harry Potter?).

Creare un ambiente tranquillo è il modo migliore per garantire un sonno sereno a grandi e piccini. E’ un lavoro che si fa prevalentemente di giorno. Ricordate che i bambini sono molto sensibili alle immagini e alle situazioni di tensione. Senza metterli sotto una campana di vetro, imparate a:

  • limitare immagini e contenuti violenti: anche i cartoni animati possono agitare il bambino, se i contenuti sono inadeguati, prestateci attenzione!
  • cercate di mantenere regolari i ritmi sonno-veglia dei bambini: i piccoli sono abitudinari, cambiare le routine significa agitarli e può ripercuotersi sulla qualità del sonno;
  • praticate l’empatia, specialmente nel periodo più “fantasmatico” dell’infanzia. Giudicare o, peggio, sminuire, non è di conforto, così come ingigantire le fobie.

Ascoltate e dialogate, sarete voi il miglior acchiappasogni.

   

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