Il Cristianesimo

La nascita del Cristianesimo

Gesù di Nazareth

Durante il regno dell’imperatore Tiberio, in Palestina, un uomo di nome Gesù di Nazareth cominciò a predicare una nuova religione, il Cristianesimo, fondata sull’amore, sull’uguaglianza, sulla pace e sulla fratellanza. A quel tempo la Palestina era abitata dagli Ebrei ed era una provincia romana. La nuova religione predicata da Gesù, il Cristianesimo, fu accolta con entusiasmo dalla popolazione e si diffuse rapidamente in tutto il territorio dell’Impero Romano, grazie ai vangeli, libri che raccoglievano la vita e gli insegnamenti di Gesù.

Le persecuzioni contro i cristiani

I romani, sin dal periodo della Repubblica, erano sempre stati molto tolleranti con le altre religioni: nelle provincie romane i cittadini erano liberi di praticare qualsiasi religione, a patto di venerare anche l’imperatore di Roma.

Il Cristianesimo, però, era diverso: i cristiani si rifiutavano di venerare l’imperatore come una divinità, erano contrari alla guerra e si rifiutavano di arruolarsi nell’esercito. Roma aveva costruito la sua potenza grazie alle guerre di conquista e alla forza militare e questo rifiuto; per questo motivo, l’Imperatore non poteva permettere che il Cristianesimo raggiungesse troppe persone.

L’imperatore decise così di dichiarare i cristiani nemici dell’Impero, e di perseguitarli. Se un cristiano veniva sorpreso a pregare o dichiarava pubblicamente la sua fede, veniva crocifisso, decapitato o gettato in pasto ai leoni negli anfiteatri.

I cristiani, per sfuggire a queste persecuzioni, cominciarono ad incontrarsi in segreto all’interno delle catacombe, cunicoli sotterranei scavati nella roccia sotto le città.

Il Cristianesimo diventa la religione ufficiale dell’Impero Romano

Le persecuzioni contro i cristiani non riuscirono a fermare il Cristianesimo: questa nuova religione si diffuse in tutto l’Impero; anche patrizi, militari e membri della corte dell’Imperatore si convertirono.

Il primo imperatore a capire che era inutile perseguitare i cristiani fu Costantino: nel 313 a.C. emanò una legge, l’Editto di Milano, che permetteva ai cristiani di praticare la loro religione senza che nessuno potesse punirli per questo. Le persecuzioni finalmente cessarono.

L’imperatore Teodosio, nel 380 a.C. decretò che il Cristianesimo divenisse la religione ufficiale dell’Impero Romano, con l’editto di Tessalonica. Le comunità cristiane infatti erano diventate numerose e potenti e il Cristianesimo era ormai la religione più praticata nei territori controllati da Roma. Teodosio fece chiudere tutti gli altri templi dedicati agli dei. Il papa, cioè il vescovo di Roma, diventò la guida di tutte le comunità cristiane del mondo e il suo potere crebbe sempre di più.

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