IL DIO DELLA POVERTÀ

Fiaba giapponese

C’era una volta una giovane coppia. La moglie era una scansafatiche: gettava sempre gli avanzi della cena e i fondi del te davanti al forno, tanto che, con il tempo, il Dio della Povertà decise di andare ad abitare nella loro casa. I due diventarono così sempre più poveri.

Erano così poveri che non potevano neppure preparare il mochi per le feste del nuovo anno. E così, prima che potessero rimediare, giunse la vigilia dell’anno nuovo. I due, che non avevano nemmeno più un ceppo di legno in casa, pensarono di bruciare le assi del pavimento. Le stavano staccando quando, in fondo alla stanza, comparve un vecchio.

Il marito stava per colpirlo con un tizzone, ma quello gli disse: “Fai sedere anche me accanto al fuoco”. L’uomo non capiva cosa stesse succedendo, così il vecchio aggiunse: “Sono già otto anni che vivo in questa casa, e non resta più niente. Mi andava a genio tua moglie, che gettava gli avanzi di cibo e di te. Ecco perché sono venuto ad abitare qui. Se però vuoi diventare ricco, mandala via”.

L’uomo decise di seguire il consiglio della divinità e scaccio la moglie. Il Dio della Povertà, allora, gli ordinò di andare a comprare uno shō* di sake**, ma l’uomo non aveva alcun recipiente. ll vecchio gli suggerì di comprarne uno di porcellana, poi gli diede i soldi per acquistarlo. Al suo ritorno, bevve il sake insieme al vecchio.

“Stasera, per la festa dell’ultimo dell’anno, passerà il corteo di un nobile” gli disse la divinità “lo vedrai su un palanchino; tu dovrai saltarci dentro e colpirlo”.

“Non potrei mai fare una cosa del genere” disse il marito povero.
“Non hai altra scelta” ribattè il Dio della Povertà “Se non fai come ti dico, non potrai mai diventare ricco”.

L’uomo, che non voleva opporsi al volere di un dio, si avviò verso il corteo. Raggiunse il palanchino per colpire chi stava all’interno ma sbagliò il colpo, e centrò il battistrada, che morì sul colpo. Il corteo si allontanò: sulla strada era rimasta una moneta di rame.

“Perché non hai colpito il nobile?” chiese il Dio della Povertà all’uomo “Domani passerà un’altro corteo; approfitta di quest’occasione e non sbagliare”.

Il giorno seguente, infatti, passò un altro corteo. Questa volta il pover’uomo riuscì a colpire la portantina, che fece un gran rumore. Dal palanchino caddero tintinnando un’infinità di monete d’oro. L’uomo le raccolse e diventò ricco, come un tempo.

fiabe giapponesi

Art: Katsushika Hokusai

FONTE: M. T. ORSI (1998), Fiabe giapponesi, Einaudi, Torino
Autore: Kagawa, Nakatado

 

 

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