Filastrocche per ripassare l’ortografia

L’adagio latino recita “delectare docendo“: se si insegna attraverso il divertimento, i risultati sono migliori e durano nel tempo. Questo vale anche per l’ortografia e per la grammatica: se le insegniamo utilizzando – anche – le filastrocche, avremo dalla nostra parte il potere della narrazione e delle rime.

1. Gli orrorini ortografici

Brevi filastrocca “da brivido”: in ciascuna filastrocca incontreremo un mostro molto pericoloso per i bambini che… non conoscono l’ortografia!

L’asasino

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Dentro il bosco Malandrino
c’è nascosto un asasino.
È il terrore di tutti i bambini
che scordan le doppie nei pensierini.
Se tu scrivi: “son scapato”
È sicuro: sei spacciato.
Chi poi scrive: “due latine”
farà certo una brutta fine.
Se vivi nel bosco Malandrino
e vuoi evitare questo asasino
usa le doppie, caro bambino.

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Un’orso

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Eravamo in un bel bosco,
quand’è apparso un tipo losco
e la mamma ha urlato: “È un’orso!
Vorrà darci un graffio o un morso”.
Io per la paura ho gridato
e l’apostrofo è scappato.
Il mostro è tornato un orso
e nessuno è stato morso.

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Il quoco

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Questa sera accanto al fuoco
io l’ho visto: c’era un quoco.
Baffi rossi e scintillanti,
occhi neri ed inquietanti.
Affilava i suoi coltelli
per tagliar bimbi e porcelli.
Ma a salvarsi basta poco:
una c, quella di cuoco.

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Le parole capricciose (gruppi CU, QU) e le parole con CQ sono un grande scoglio ortografico. Ecco due filastrocche per imparare con il sorriso.

STORIA DELL’ACQUA

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Una goccia d’acqua, che era sempre sola
cercò qualche amico tra i compagni di scuola.
Si presentò al cuoco e al cuore
ma fu trattata con ben poco amore.
“Quella Q ci fa paura,
porta certo la sventura”.
Provò con la quaglia e con il quadro
ma fu trattata peggio di un ladro:
«Tu hai una C di troppo,
ci ruberai il malloppo”.
Vattene via, parola diversa
le dissero in coro da una finestra.
E l’acqua, in un cantuccio, poverina
pensò di cancellarsi una letterina.
acua o aqua chissenefrega,
non voglio esser trattata come una strega.
Era lì lì per ricorrere a una soluzione tanto tragica
quando incontrò per caso la fata Grammatica.
“Non ho amici”.
“Ma che dici?”
Nel mondo ci sono tante parole come te:
Acquari ed acquedotti, da’ retta a me!
Voglio farteli incontrare
sono gentili, lasciami fare.
Così l’acqua visse felice e beata
con la famiglia che aveva trovata.
E se qualcuno provava ad offenderla
l’acquaragia era pronta a difenderla:
“Acqua si scrive sempre con CQ!
È bella per questo, strano sarai tu”.

Questa filastrocca è disponibile anche come video.

LA SCUOLA DEI RAGNI

L. Loise

La scuola dei ragni
è un vecchio castagno.
Lo gnomo bidello
fa spesso l’appello:
– Agnese? Presente!
Ignazio? Non c’è!
Su, ragni e ragnette, in fila per tre.
Arriva il maestro,
uno gnomo d’ingegno
che a insegnar ragnatele
si mette d’impegno.
Così gnomi e gnome
ragni e ragnette
fan ragnatele
davvero perfette.

I DUE PANCIONI

B. Marzocco

Una volta c’era P
che parlava con B.
Che fatica mi tocca fare
con questa pancia da trasportare!
E io che ce l’ho doppia?
Fra poco il cuore mi scoppia!
Una N che era stata ad ascoltare,
disse :Forse vi posso aiutare!
Prima provò con la B,
poi con la P.
Spingeva, spingeva, spingeva,
ma proprio non ce la faceva.
Così le dovette lasciare.
Ma – disse -vi voglio mandare
un’amica che sta con me:
lei di gambe ne ha tre!
M arrivò piano piano
e le prese per la mano.
E senza più lamenti,
vissero tutti insieme, felici e contenti .

(Illustrazione di Felicità Sala)