L’adagio latino recita “delectare docendo“: se si insegna attraverso il divertimento, i risultati sono migliori e durano nel tempo. Questo vale anche per l’ortografia e per la grammatica: se le insegniamo utilizzando – anche – le filastrocche, avremo dalla nostra parte il potere della narrazione e delle rime.

Le parole capricciose (gruppi CU, QU) e le parole con CQ sono un grande scoglio ortografico. Ecco due filastrocche per imparare con il sorriso.

LA TRIBÙ DEGLI INDIANI CUCÙ

Gianni Rodari 

Conosci la tribù degli indiani cu-cu?
C’è l’indiano cuore che raccoglie le more.
C’è l’indiano cuoco che accende il fuoco.
C’è cuoio, un indiano che fa lo stregone.
C’è scuola, l’indiana che fila e tesse la lana.
Conosci la tribù degli indiani cu-cu?
Se li scrivi con la q ride tutta la tribù.

STORIA DELL’ACQUA

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Una goccia d’acqua, che era sempre sola
cercò qualche amico tra i compagni di scuola.
Si presentò al cuoco e al cuore
ma fu trattata con ben poco amore.
“Quella Q ci fa paura,
porta certo la sventura”.
Provò con la quaglia e con il quadro
ma fu trattata peggio di un ladro:
«Tu hai una C di troppo,
ci ruberai il malloppo”.
Vattene via, parola diversa
le dissero in coro da una finestra.
E l’acqua, in un cantuccio, poverina
pensò di cancellarsi una letterina.
acua o aqua chissenefrega,
non voglio esser trattata come una strega.
Era lì lì per ricorrere a una soluzione tanto tragica
quando incontrò per caso la fata Grammatica.
“Non ho amici”.
“Ma che dici?”
Nel mondo ci sono tante parole come te:
Acquari ed acquedotti, da’ retta a me!
Voglio farteli incontrare
sono gentili, lasciami fare.
Così l’acqua visse felice e beata
con la famiglia che aveva trovata.
E se qualcuno provava ad offenderla
l’acquaragia era pronta a difenderla:
“Acqua si scrive sempre con CQ!
È bella per questo, strano sarai tu”.

Questa filastrocca è disponibile anche come video.

LE DOPPIE

Paola Viale

Le gemelle sono sorelle
che hanno la stessa faccia,
gli stessi occhi,
gli stessi capelli,
la stessa bocca e la stessa altezza.

 

ACCENTO SULLA A

Gianni Rodari

O fattorino in bicicletta
dove corri con tanta fretta?
Corro a portare una lettera espresso
arrivata proprio adesso.
O fattorino, corri diritto,
nell’espresso cosa c’è scritto?
C’è scritto – Mamma non stare in pena
se non rientro per cena,
in prigione mi hanno messo
perché sui muri ho scritto col gesso.
Con un pezzetto di gesso in mano
ho scritto sui muri della città
“Vogliamo pace e libertà”.
Ma di una cosa mi rammento,
che sull’a non ho messo l’accento.
Perciò ti prego per favore,
va’ tu a correggere quell’errore,
e un’altra volta, mammina mia,
studierò meglio l’ortografia.

COMO NEL COMÓ

Gianni Rodari

Una volta un accento
per distrazione cascò
sulla città di Como
mutandola in comò.
Figuratevi i cittadini
comaschi, poveretti:
detto e fatto si trovarono
rinchiusi nei cassetti.
Per fortuna uno scolaro
rilesse il componimento
e liberò i prigionieri
cancellando l’accento.
Ora ai giardini pubblici
han dedicato un busto
“A colui che sa mettere
gli accenti al posto giusto”.

LA SCUOLA DEI RAGNI

L. Loise

La scuola dei ragni
è un vecchio castagno.
Lo gnomo bidello
fa spesso l’appello:
– Agnese? Presente!
Ignazio? Non c’è!
Su, ragni e ragnette, in fila per tre.
Arriva il maestro,
uno gnomo d’ingegno
che a insegnar ragnatele
si mette d’impegno.
Così gnomi e gnome
ragni e ragnette
fan ragnatele
davvero perfette.

I DUE PANCIONI

B. Marzocco

Una volta c’era P
che parlava con B.
Che fatica mi tocca fare
con questa pancia da trasportare!
E io che ce l’ho doppia?
Fra poco il cuore mi scoppia!
Una N che era stata ad ascoltare,
disse :Forse vi posso aiutare!
Prima provò con la B,
poi con la P.
Spingeva, spingeva, spingeva,
ma proprio non ce la faceva.
Così le dovette lasciare.
Ma – disse -vi voglio mandare
un’amica che sta con me:
lei di gambe ne ha tre!
M arrivò piano piano
e le prese per la mano.
E senza più lamenti,
vissero tutti insieme, felici e contenti .

(Illustrazione di Felicità Sala)

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