Il bambino e le ortensie: un racconto della buonanotte per nonni e nipoti

Il bambino e le ortensie

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Un bambino andò a trovare suo nonno, che abitava in un vecchio borgo di pietra nascosto tra le montagne. Si recava lì – controvoglia – ogni domenica, insieme ai suoi genitori; le case del borgo erano abbandonate da tempo, eccetto quella del nonno, che era rimasto l’unico abitante.
“Che posto desolato” disse il bambino, passeggiando annoiato tra le case; “qui non c’è anima viva e neppure anima morta! Almeno ci fosse qualche fantasma da mettere i brividi”.
“Ti sbagli”, lo interruppe una vocina dal giardino di una delle antiche case di pietra.
Il bambino trasalì per la paura, poi si fece coraggio e andò a vedere chi avesse parlato. Nel giardino cresceva una piccola ortensia fiorita, che lo salutò con calore.
“Benvenuto” lo salutò il fiore, “sono un’ortensia. Mi ha piantato tuo nonno, l’anno scorso; l’ha fatto per un motivo molto speciale: ama questo posto, in cui è nato e cresciuto e spera che non venga dimenticato”.
Il bambino si fermò: meditò a lungo sulle parole dell’ortensia e infine comprese il sogno del nonno; la domenica seguente, prima di partire, chiese alla mamma di comperare un’ortensia da regalargli.
Quando vide quel dono, il nonno trattenne a fatica lacrime di gioia; poi scese in giardino con il suo bambino e insieme interrarono la pianta.
Da allora, ogni domenica, nonno e nipote piantano ortensie per le vie del borgo e quel luogo, un tempo abbandonato ha ripreso colore e assomiglia alla tavolozza di un pittore, tanto che arrivano fotografi e turisti dalle regioni vicine per ammirarlo.
E il bambino? Ha fatto proprio il sogno del nonno e conta, una volta grande, di trasferirsi a vivere lì e trasformare quel borgo in un angolo di paradiso.

Nota degli autori: Questo racconto è ispirato ad un fatto reale. Sull’appennino bolognese, infatti, si trova il piccolo borgo di Tresana, nel quale è rimasto a vivere un unico abitante con un desiderio straordinario: salvare quell’angolo di mondo dall’oblio e dall’abbandono. Per questa ragione, ha piantato migliaia di ortensie, trasformando Tresana in un’attrazione turistica. Questa storia è il nostro augurio, per lui, di non rimanere solo e di poter condividere presto il suo sogno con qualcun altro.