il pescatore e la sirena

IL PESCATORE E LA SIRENA

Portale Bambini

C’era una volta un povero pescatore, che una mattina uscì in mare con la sua piccola barchetta, per procurare qualcosa da mangiare ai suoi figlioli. Giunto al largo, gettò le reti e si mise ad aspettare; presto, sentì uno scossone e si affrettò a recuperare le reti, per paura che qualche grosso pesce potesse strapparle. Immaginate la sorpresa del pescatore quando si accorse che nella sua rete era rimasta impigliata una bellissima fanciulla dai capelli dorati. Si affrettò a liberarla e a controllare che non si fosse ferita.

“In verità, sono caduta di proposito nella tua rete” gli disse la fanciulla; “Devi sapere che sono una sirena e che da tempo ti osservo mentre peschi; il tuo cuore è nobile e gentile e ho deciso di farti un regalo”.

La sirena si passò una mano tra i capelli e raccolse un mazzetto dei suoi bellissimi riccioli biondi, poi li offrì al pescatore: “I riccioli di una sirena hanno il potere di esaudire qualsiasi desiderio. Ti basterà dire: Sirenina Sirenetta, e poi quel che vorresti ricevere”. La sirena non aveva finito di parlare che cominciò a sciogliersi in una schiuma rosa e profumatissima: in men che non si dica, della ragazza non rimase più nulla: al suo posto, ecco una piccola medusa violetta. C’è perfino chi dice che tutte le meduse un tempo siano state sirene. Due lacrimucce scesero dagli occhi del pescatore: in tutta la sua vita, mai nessuno gli aveva fatto un dono così grande.

Poiché amava il mare più di qualsiasi altra cosa, il pescatore si strofinò tra le mani il primo dei riccioli biondi, chiedendo: “Sirenina Sirenetta, vorrei tanto che la mia barchetta diventasse un po’ più grossa, con una bella vela rossa”. E d’improvviso, la sua barchetta malconcia si trasformò in una graziosa barca a vela. Il pescatore prese il timone e condusse la barca verso il porto, a casa. Ma ecco che il cielo divenne nero e si scatenò una tempesta: un fulmine centrò in pieno l’albero maestro della barca, che prese fuoco e si inabissò. Così, il pescatore dovette nuotare tra le onde alte più di due metri, rischiando la vita ad ogni cavallone che si infrangeva contro di lui. Per fortuna, non è facile tenere testa ad un lupo di mare e il pescatore riuscì a raggiungere la spiaggia.

L’uomo entrò in casa e appese il cappotto infradiciato alla porta; poi, infilò una mano nella tasca per prendere i riccioli della sirena, da mostrare a sua moglie Pinuccia. Ma ne trovò solo uno! Mentre nuotava nella tempesta, le onde gli avevano portato via gli altri. Il pescatore strofinò tra le mani il ricciolo e disse: “Sirenina Sirenetta, vorrei tanto che tutti i riccioli che ho perduto tornassero qui in un solo minuto”. Ed ecco che i due riccioli uscirono saltellando dal mare ed entrarono in casa del pescatore.
Quando Pinuccia venne a sapere di quei due riccioli magici, si attaccò alla camicia del marito chiedendogli un gran tesoro. “Chiedi a quella sirenetta di portarci quattro forzieri pieni d’oro e di gemme!”

Il pescatore non sapeva cosa farsene dell’oro e delle gemme, ma Pinuccia fu così insistente che non ebbe altra scelta; si mise sull’uscio di casa e disse: “Sirenina Sirenetta, so che chiedo sciocchezze, ma vorrei quattro bauli, colmi d’ogni ricchezze”. E subito, quattro grossi bauli uscirono dal mare e strisciarono fin sulla soglia di casa del pescatore. Sfortunatamente, però, un brigante aveva sentito tutto e si era nascosto nel sottoscala: appena i forzieri si fermarono sulla soglia, saltò fuori e colpì il pescatore con una bastonata così forte che il poveretto stramazzò a terra. Al suo risveglio, non era rimasta nemmeno una monetina.
“Che ingenuo che sei stato” gli disse Pinuccia, “Avremmo dovuto chiedere a quella sirenetta di far sposare la nostra figliola con il figlio del re: in questo modo, oltre alle ricchezze avremmo avuto anche un esercito pronto a difenderci”. Pinuccia insisteva perché il marito utilizzasse un altro ricciolo per esaudire questo desiderio. Ma il pescatore non ne volle sapere: uscì di casa e si mise in mare, su una vecchia barchetta a remi. Prese il largo e tornò nel punto in cui, il giorno prima, aveva gettato le reti.

Prese uno dei riccioli rimasti e chiese: “Sirenina Sirenetta, alla tua forma torna in fretta!”. La medusa violetta si avvicinò e, in una nuvola di schiuma, tornò ad essere la bellissima sirena che il giorno prima era caduta nella rete del pescatore. Il pescatore prese da parte la sirena e le disse: “Mi hai fatto un meraviglioso regalo; purtroppo, pare che i tuoi riccioli abbiano due grandi poteri: quello di esaudire i desideri e quello di portare una tremenda sfortuna; per cui tienili tutti per te!”. Poi, sollevò la sirena e la buttò nel mare, così che potesse tornare a nuotare in libertà.

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