L’Inverno e la primavera

Esopo, testo a cura di: Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Un giorno l’inverno andò dalla primavera e le disse: “Cara fanciulla, mi permetto di dirti che, secondo me, non ti fai rispettare”. Poi continuò: “Al tuo arrivo gli uomini e gli animali escono dalle loro tane, strappano i i tuoi fiori, mangiano i tuoi frutti, si sdraiano a dormire al Sole. Io invece incuto timore: copro la terra di ghiaccio e costringo tutti a nascondersi e a cercare un po’ di calore. Con me, nessuno si permette di oziare sotto la neve. Questo significa essere rispettati”.

La primavera rispose all’inverno: “Hai ragione, tu incuti paura. Io no, ma non mi interessa. A che vale essere rispettati se nessuno ti ama? Tutti mi aspettano (e chi aspetta, rispetta); chi mangia i miei frutti non lo fa per vendetta, ma perché sono dolci. Chi coglie i miei fiori li dona ai suoi cari. E il calore del Sole non si può rubare: ce n’è per tutti. Sono fatta così: mi piace vivere con dolcezza e condividere un poco d’amore con chi mi sta intorno.

L’Inverno tacque; in cuor suo aveva compreso perfettamente il discorso della Primavera. Il rispetto non si ottiene con la paura: sono l’amore e la sensibilità che producono i risultati migliori.