La biglia e il vetraio

la biglia e il vetraio

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

Un vetraio modellava della pasta di vetro nella sua fornace quando il vetro si lamentò: “Perché fabbrichi vetro? È così fragile… basta una piccola caduta per infrangere tutto il tuo lavoro. Dovresti lavorare il legno, come tuo fratello: lui sì che produce tavoli e sedie robuste.
Il vetraio continuò ad armeggiare con le tenaglie, e dalla pasta di vetro ricavò una biglia. Quando si fu raffreddata, il vetraio la scagliò per terra con forza: la biglia rimbalzò sul pavimento della fornace e rotolò lontano, senza un graffio. Il vetraio la raccolse e la mise sul tavolo, per decorarla.
Prima, però, prese una delle verghe di legno che usava nel suo laboratorio e disse alla biglia: “Guarda”. Poi, spezzò la verga contro il ginocchio.
“Non è la materia di cui sei fatta a renderti debole, ma la forma che prendi”. Da quel giorno il vetraio produce biglie per bambini e la pasta di vetro non si è più lamentata della sua fragilità.