La montagna solitaria

la montagna solitaria

Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’era una volta una montagna bellissima, ma terribilmente sola. La sua vetta rocciosa toccava il cielo e nemmeno gli stambecchi riuscivano ad inerpicarsi lassù.
“A cosa vale tanta bellezza” si lamentava la montagna, “se non ho neppure un amico? Meglio sarebbe stato nascere un deserto, arido e mortale. Almeno avrei avuto scorpioni, serpenti e piante spinose a tenermi compagnia”.
Giorno dopo giorno, la montagna era consumata dalla noia e dalla solitudine.

Una notte, una stellina la vide piangere. “Che cosa buffa” pensò, “una montagna alta come il cielo che piange come una bambina”.
La stelline decise di aiutarla e prese lo slancio, per scendere sulla terra a farle compagnia. Era sul punto di saltare quando sentì una mano, dietro di lei, che la tratteneva con dolcezza. Era Astra, la fata delle stelle: “Non puoi andare, non ora. Se la montagna non impara ad amare la solitudine, non potrà mai assaporare il dono dell’amicizia”.
La stellina non sopportava di vedere la montagna in quello stato; d’altra parte, non voleva contrariare Astra e così decise di disobbedire, ma soltanto un poco. Rimase in cielo e provò a parlare con la montagna. Usò parole dolci e gentili, le stesse parole incantate che aveva imparato da Astra, miliardi di anni prima e salvò la montagna dalle lacrime.

Quella notte, per la prima volta dopo un tempo che le parve infinito, la montagna si addormentò felice e sognò, un fiore bellissimo, che non aveva mai visto prima, a forma di stella. Quando si svegliò, coperta di neve, la montagna soffiò sul suo fianco e col suo soffio disegnò, tale e quale, il fiore che aveva sognato la notte prima.
Fu così che la montagna solitaria scoprì di amare l’arte: di giorno disegnava soffiando sulla neve e di notte mostrava le sue creazioni alla stellina; divenne un’artista e non fu più sola.

“Hai visto?” commentò con dolcezza Astra, “la montagna ha trovato la sua ispirazione e la noia non le pesa più: adesso è pronta per trovare degli amici.
Poi si fece seria e si rivolse alla stellina: “Ma tu, desideri ancora scendere sulla Terra? Ti senti pronta compiere questa scelta?”.