La pietra scontenta

Questo racconto fa parte della raccolta “Favole di Leonardo da Vinci”.

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La pietra scontenta

Leonardo da Vinci. Testo (a cura di): Alessia de Falco e Matteo Princivalle

C’era una volta una bella pietra di fiume; qualcuno l’aveva tolta dall’acqua e l’aveva posata su una bella collinetta fiorita, appena sopra la strada. La pietra era posata lì in compagnia degli alberi, dei fiori e dei fili d’erbetta, ma non era contenta. Si diceva: “Perché mai devo stare qui, tutta sola con questi vegetali, mentre là sotto ci sono le mie sorelle”. La strada sotto la collina, infatti, era lastricata di pietre. La pietra scontenta si lasciò cadere di sotto, rotolando giù per la collina finché non si ritrovò in mezzo alla strada.
Ma la vita tra le sue sorelle non era come l’aveva immaginata: veniva pestata dai viaggiatori, schiacciata dagli zoccoli dei cavalli e oppressa dalle ruote dei carri che percorrevano la strada. Gli animali la coprivano di sterco e gli uomini di fango.
“Che vita miserabile” diceva adesso la pietra, “se solo potessi tornare sulla collina tra gli alberi e i fiori”. Ma non poteva, perché nessuno sasso può rotolare dal basso verso l’alto.

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