Oggi, 20 marzo, è la Giornata Mondiale della Felicità. Felicità che è sempre più lontana dalle nostre vite; come rileva l’ANSA: “la situazione della salute mentale nel mondo non è affatto buona. Le malattie mentali e neurologiche sono infatti in aumento, così come cresce l’uso di sostanze. Al primo posto nella classifica delle problematiche legate alla salute mentale globale c’è la depressione, che non conosce distinzioni di tipo socioeconomico, perché colpisce indistintamente tutti. C’è poi un abbassamento dell’età in cui si presentano questi disturbi, così come si abbassa l’età dei suicidi“.

Negli ultimi decenni si è risvegliato l’interesse per la qualità della vita e per la felicità. Purtroppo, accanto a tante “ricette miracolose”, ai libri e ai corsi per vivere felici, abbiamo smarrito la bussola della sostenibilità psicologica. Lo stile di vita che conduciamo non è sostenibile a livello mentale. L’evidenza è nei dati: accanto alle trasformazioni che hanno rivoluzionato le nostre vite, è cresciuto il malessere.

La nostra sfida è quella di rilanciare il concetto di psicosostenibilità: riscopriamo le piccole azioni e gli stili di vita che aiutano davvero a vivere bene. Ecco sette consigli psicosostenibili per tutta la famiglia:

  • consumare meno, riducendo gli acquisti all’essenziale;
  • laddove possibile, autoprodurre ciò di cui abbiamo bisogno (giochi artigianali, vestiti e accessori realizzati a maglia e uncinetto, buon cibo fatto in casa, frutta e verdura dell’orto);
  • riscoprire la dimensione conviviale della vita e il valore dell’amicizia;
  • fare sport e movimento;
  • riscoprire il piacere della cultura e dell’arte;
  • utilizzare la tecnologia digitale per vivere meglio, limitandone gli effetti nocivi;
  • dormire.

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