La storia dell’omino di pan di zenzero

Testo (a cura di): Alessia de Falco & Matteo Princivalle

C’erano una volta due anziani signori, marito e moglie, che vivevano in campagna. Un giorno, la moglie, preparò un grazioso omino di pan di zenzero, con i bottoni di zucchero e gli occhi canditi. Lo mise in forno e aspettò che fosse cotto a puntino.
Ma quando la vecchia estrasse la teglia dal forno; non fece in tempo a posarla sul tavolo che l’omino si mise in piedi e saltò giù, scappando fuori dalla porta di casa.
“Non voglio essere mangiato” disse alla donna, facendole le linguacce.


“Torna qui!” gridarono gli anziani, ma l’omino di pan di zenzero continuò a correre, canticchiando:

Son l’omino di pan di zenzero;
correte, correte quanto volete,
tanto a prendermi non riuscirete!

L’omino attraversò il giardino della casa, inseguito dal marito e dalla moglie, poi attraversò la strada e scappò nella fattoria di fronte.

Che bel bocconcino
Vieni da noi, piccolo omino:
con te faremo un bello spuntino.

gli dissero i maiali nel porcile. Ma l’omino, sfrecciando davanti al cancello, continuò a cantare:

Son l’omino di pan di zenzero;
correte, correte quanto volete,
tanto a prendermi non riuscirete!

Superati i maiali, entrò nell’aia, dove le galline becchettavano il grano. Il gallo, vedendolo, cantò:

Guardate un po’ chi è arrivato:
un biscotto di pan pepato,
una vera delizia per il palato.

L’omino attraversò l’aia e fuggì anche da lì.

Son l’omino di pan di zenzero;
correte, correte quanto volete,
tanto a prendermi non riuscirete!

Dopo l’aia, l’omino di pan di zenzero trovò davanti a sé un ruscello e si fermò.

Non posso certo passare di là:
se il mio corpo si bagnerà,
tutto l’impasto si sgretolerà.

Ma la donna che l’aveva cucinato era dietro di lui, e stava per raggiungerlo; a quel punto, dalla catasta di legna dietro l’aia spuntò fuori una volpe, che si avvicinò all’omino, sussurrandogli:

Biscottino, ti offro un affare:
sul mio muso devi saltare
e il ruscello ti farò attraversare.

L’omino di pan di zenzero saltò sul musi della volpe e quella si lanciò nel ruscello, attraversandolo a nuoto. Quando arrivarono dall’altra parte, l’omino saltò giù dal muso della volpe, ma quella spalancò le fauci e lo addentò al volo. Poi gli disse:

Perché il nostro sia un buon affare
qualcosa devo pur guadagnare
e perciò ti dovrò mangiare.