La comunicazione non è un banale scambio di informazioni: va oltre la lingua parlata o scritta e ha come obiettivo quello di farci connettere con altre persone, di trasmettere emozioni e di condividere pensieri. Accade sempre più spesso che il fine ultimo della comunicazione si disperda nell’ostentazione.

Oggi tutti si sentono in diritto o in dovere di parlare di tutto. Quand’è che siamo diventati tutti immunologi, geologi, costituzionalisti, critici letterare e pronti a sbraitare “Ho il diritto di esprimere la mia opinione?”

Stiamo perdendo una grande opportunità: quella di trasformare la parola scritta da circolo vizioso a valore, per noi e per gli altri. Non stiamo usando adeguatamente le competenze di comunicazione che trasformano il pensiero in azione. La comunicazione distrugge o costruisce ma, per essere efficace, deve farlo lasciando un segno.

E’ un discorso rivolto agli adulti, che tuttavia si riflette sui bambini: spesso abbiamo la sensazione di non capirli, ma semplicemente perchè la nostra è una comunicazione a senso unico, con barriere e filtri dati dal senso comune, più che dal nostro io più profondo.

Comunicare significa ascoltare, capire e rispettare

SPUNT-esercizio: 5 importanti competenze comunicative da “imparare”, a scuola e nella vita

Mostrare empatia
Il segreto, lo abbiamo detto migliaia di volte, sta nel provare a vedere le cose dal punto di vista dell’altro, limitare i giudizi, mostrare la propria vulnerabilità, dare incoraggiamenti, offrire aiuto. Non basta sentirsi hygge per essere empatici, giusto per capirci.

Risolvere i conflitti
Il conflitto è una grandissima opportunità di crescita, perchè implica una revisione della propria relazione comunicativa. Perché il conflitto dia vita a una buona comunicazione, occorre controllarsi e focalizzarsi sui problemi, non sulle persone.

Porre buone domande
Un buon comunicatore non sa tutto e non ha risposte per tutto, ma sa porre le giuste domande. Domande che incoraggiano l’altra parte a condividere opinioni, domande che stimolano la discussione. Domande aperte, pensando a come gli altri potrebbero beneficiarne.

Negoziare efficacemente
Arroccarsi sulla propria posizione non è certamente un segnale di intelligenza: solo lo stupido non cambia idea almeno una volta nella vita, recita un proverbio abbastanza famoso. Negoziare significa essere determinati, ma mantenere la flessibilità mentale necessaria a trovare le così dette soluzioni win-win, il piano B.

Praticare l’ascolto attivo
Saper ascoltare è una competenza data sempre troppo per scontata. E’ importante ascoltare chi si ha di fronte come se fosse la persona più importante del mondo in quel momento, mostrandosi totalmente immedesimati in ciò che ci sta dicendo. Significa ascoltare non solo con le proprie orecchie, ma con la propria mente, non limitandosi alle parole, ma al comportamento utilizzato e alle emozioni di chi abbiamo davanti.

a cura di Alessia de Falco