ABBIAMO LA CAPACITA’ DI ATTENZIONE DI UN PESCE ROSSO…

Lo “stile di vita digitale” incide sulla nostra attenzione e sulla capacità di concentrarsi su un singolo compito. Per la precisione, lo stile di vita digitale nuoce gravemente alla capacità di attenzione.

Uno studio condotto da Microsoft qualche anno fa ha rilevato che l’attenzione umana media è in calo vertiginoso: dai 12 secondi del 2000 ai soli 8 secondi del 2012 (dopo un decennio di rivoluzione digitale). Un pesce rosso riesce a mantenere l’attenzione per circa 9 secondi, più di noi. La dipendenza digitale influisce in modo diretto e molto serio su questo fenomeno. Puoi leggere lo studio di Microsoft gratuitamente qui, in lingua inglese. Secondo Microsoft, è l’eccesso di informazione a produrre un calo dell’attenzione: troppi dati da valutare, troppe risorse da considerare.

A farne le spese, però, è la nostra vita di relazione: l’iperconnessione deteriora la qualità degli scambi sociali con gli altri e rende più difficoltoso lo studio e il lavoro. Il 44% delle persone intervistate nel corso dello studio citato ha dichiarato di avere difficoltà a concentrarsi su un compito. Lo studio è stato condotto sulla popolazione canadese, ma genitori ed insegnanti che ci leggono sanno bene che la situazione in Italia è la medesima: i ragazzi faticano sempre di più a concentrarsi. Le cose, probabilmente, andranno peggio: la capacità di concentrarsi è correlata prevalentemente con l’uso dei social network e con il tempo speso online. In sostanza: più tempo trascorriamo davanti allo schermo e più ci disperdiamo sui social network, maggiore sarà il deficit attentivo.

Possiamo fare qualcosa? Probabilmente sì: altri studi evidenziano che l’attività fisica aerobica migliora notevolmente la capacità di concentrarsi. Aumentare il numero di ore dedicate (a scuola e nel tempo libero) allo sport, oltre a distribuirle in modo intelligente, potrebbe produrre risultati interessanti. Facciamo un esempio? Fare i compiti dopo aver fatto attività fisica (o dopo aver giocato al parco) e non dopo due ore passate sui videogiochi.