I bambini non hanno bisogno di giocattoli, ma di avventure

Siamo bombardati ogni giorno da pubblicità di nuovi giocattoli, videogiochi, attrazioni. Le camerette dei bambini traboccano di oggetti, dai peluches alle costruzioni, passando per la play station. Ma siamo sicuri che i bambini abbiano bisogno di nuovi giochi e nuove tecnologie?

Troppo giochi, ma si è perso lo spirito dell’avventura

Un giocattolo in sé non è sbagliato, non fa male. Anzi, può essere uno spunto per fantasticare, per vivere un’avventura. I bambini vivono di queste piccole avventure, sono l’elemento cruciale per favorire lo sviluppo della creatività e quindi una crescita armonica.

Il problema è che i bambini devono avere occasioni per poter creare, vivere avventure: ci devono essere delle condizioni che una camera piena di giocattoli o un videogioco non offrono. Non serve passare da un’attrazione all’altra, dai pony ai cavalieri in modo distratto, superficiale, a volte persino nevrastenico.

I bambini davanti alla tv si innervosiscono, non si rilassano. Questo perché non possono esercitare quella forza creativa che hanno e che dovrebbero usare. Paradossalmente, un campo di fieno è molto più utile. E’ uno spazio per creare, uno spazio da modellare.

I videogiochi costringono la creatività dentro uno schema: la fantasia deve piegarsi alle loro regole e diventano presto un gioco di abilità, di riflessi. Lo spazio aperto, la natura, un gruppo di bambini, al contrario, sono un ambiente noioso, che vuole essere trasformato in qualcosa di più divertente.

Come riportare l’avventura nella vita quotidiana?

Non è semplice, viviamo in un mondo complesso e quando si tenta di generalizzare inevitabilmente si commettono degli errori. Però, secondo noi ci sono due spunti su cui vale la pena lavorare:

1 – Annoiarsi: la noia è l’elemento che mette in moto la creatività; è la condizione da cui nasce, il concime per la fantasia. Avere troppi giocattoli non aiuta a divertirsi; al contrario: ci si trova immersi in un caleidoscopio di stimoli che alla fine disorientano. Meglio una camera essenziale, in cui l’arredamento è lasciato alla creatività dei piccoli. Meglio pochi giocattoli, meglio un ambiente che induca un po’ di noia: servirà ai bambini per fantasticare, socializzare, ritrovare lo spirito dell’avventura.

Di noia, ultimamente, stanno parlando tutti: stiamo cominciando ad accorgerci che una vita troppo piena non è sempre un bene. Anzi, non lo è quasi mai.

2 – Socializzare, crearsi delle amicizie e trascorrere il tempo con loro: vedere i bambini che trascorrono le loro giornate a guardare la tv, in branco, è desolante. E’ uno strumento, utile per giunta, ma inadeguato a un piccolo uomo in crescita, che ha bisogno di fare esperienze

Diceva un pedagogista che una generazione che cresce guardando la tv resterà eternamente bambina, nel senso deteriore del termine, perennemente imbambolata in un mondo fasullo. La creatività, al contrario, nasce dalla finzione ma diventa energia (e l’energia creativa può cambiare il mondo, è facile dimostrarlo).

Rimediare? Sì può: dopo aver ridotto giocattoli e cianfrusaglie all’essenziale, stimoliamo la socializzazione. Facciamo in modo che i bambini passino con i loro amici più tempo possibile. Due menti sono meglio di una e spesso si finisce per riscoprire l’avventura nel suo senso più profondo, da una corsa nel prato a un bel gioco di finzione.

Quelli che abbiamo dato sono solo due spunti, non una ricetta magica. Si potrebbe parlare dell’arte, dei rompicapo e degli indovinelli, dell’inventar storie. Secondo noi, e questa è un po’ una ricetta, di fronte a un problema (dobbiamo recuperare lo spirito dell’avventura) ciascuno deve sentirsi libero di risolverlo in modo creativo.