Il segreto per risolvere i problemi è fare le domande giuste

In questo articolo affronteremo un aspetto spesso trascurato del problem solving: il problem finding, ovvero la fase che viene prima di risolvere il problema.

Il filoso francese Paul Souriau disse che : “Una domanda ben posta è mezza risolta, le vere invenzioni, infatti, derivano dal porsi domande. C’è qualcosa di meccanico nel trovare soluzioni, ed è per questo che  le menti realmente originali sono quelle che trovano problemi“.

La maggior parte dei problemi irrisolti sono quelli per i quali nessuno si è posto le domande giuste. A volte può capitare addirittura di trovare la soluzione giusta, ma al problema sbagliato.

Per riuscirci, è importante analizzare le connessioni tra i vari aspetti che compongono il problema: possono essere connessioni causali (causa-effetto) o connessioni temporali (prima-dopo). Il modo migliore per trovare queste connessioni, fondamentali per arrivare alla soluzione, è porsi il maggior numero di domande sulla situazione-problema.

Esercitarsi nel problem finding è semplice e divertente:

  • Scegliete una situazione-problema da cui partire.
  • Provate ad analizzarla inventando il maggior numero possibile di domande; in questa fase ogni domanda è accettabile.
  • Rileggete le domande che avete inventato e scegliete quelle che secondo voi centrano il cuore del problema.

Potete utilizzare un problema reale, un problema immaginario o partire da un racconto fantastico, come abbiamo suggerito nell’articolo sul problem solving con le storie.

Letture consigliate:

Brunello il pipistrello è il volume n. 1 della biblioteca del Cuorfolletto ed è una storia centrata proprio sul problem-solving: per tornare a casa sano e salvo questo giovane pipistrello dovrà dare fondo alla sua astuzia e alla creatività. Se volete sperimentare il problem-solving con i vostri bambini stimolando il pensiero divergente in un contesto giocoso, questo libro fa al caso vostro.

Brunello vuol fare una gita nel prato.
Riuscirà a evitare i pericoli in agguato?
Un’avventura in rima per piccoli lettori:
leggetela da soli o coi vostri genitori.

Un albo illustrato per stimolare il pensiero divergente. Con tre giochi creativi e sottotitoli emotivi per i più piccoli. Età di lettura: da 3 a 8 anni.

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