Blu mare, verde bosco

Un’altra storia di Alessia e del piccolo Edoardo per il nostro contest di scrittura “Il mare in mezzo al bosco

Blu mare, verde bosco

C’erano una volta, nemmeno poi così lontana, due animaletti dispettosi che vivevano nascosti nel bosco Ratapam!
Che nome strano per  un miscuglio di arbusti e muschi che sapevano di antico.
Eppure il bosco si chiamava così perché spesso il silenzio era interrotto dagli squittii degli scoiattolo ma, soprattutto, dalle corse degli animaletti che giocavano e spesso ruzzolavano sulle foglie umide facendo, appunto, Ratapam!
Tra scoiattoli, gufetti, formiche birichine e cerbiatti spiccavano loro due, i più monelli del gruppo: il Riccio Matto e la Tartaruga Melodia. A dirla tutta, non andavano d’accordo nemmeno un po’.
Il primo era spigliato, la battuta sempre pronta, uno sguardo al bosco e uno alla luce fuori dalla radura.
Non stava fermo un minuto e non riusciva proprio a capire perché la sua amica dalla ruvida corazza non amasse correre in giro e parlare con tutti come faceva lui.
La seconda era mite e taciturna, passava il tempo a guardarsi intorno sbattendo le lunghe ciglia e a canticchiare le strofe che le venivano in mente.
Passava il tempo vicino ai funghi a insegnare nuove rime alle farfalle, che poi si libravano leggere nell’aria disperdendo la sua musica ai quattro venti.
Se ne stava lì, buona buona, e non riusciva proprio a sopportare quel fanfarone che le sembrava una grancassa con tutto quel vociare in giro.
Il bosco Ratapam!, quando quei due bisticciavano, risuonava delle loro voci dalla mattina alla sera. E non c’era modo di riappacificarli: ci provavano senza risultati Ugo l’Orso, Serafina la Marmotta, la Coccinella Caramella. Ma niente, litigavano e litigavano senza sosta e senza risparmiarsi un colpo.

“Monella, non mi ascolti!!!”

“Il monello sei tu che parli a vanvera!!!”
Ad un certo punto gli amici del Riccio Matto e della Tartaruga Melodia decisero che bisognava fare qualcosa.
“Quei due non possono continuare così” disse Serafina la Marmotta.
“Hai ragione, qui non fanno altro che passare le giornate a discutere. E con tutto questo blablabla non si combina nulla” osservò Ugo l’Orso.
Fu così che la Coccinella Caramella si infilò dentro il tronco nodoso di una quercia e ne uscì, aiutata dal Picchio Rimpiattino, con un sacchetto di stoffa iridescente.
Dentro c’era la polvere “Chiama-fatine”. Era potentissima: ne bastava un minuscolo, impalpabile pizzico per far apparire una creatura magica e chiederle aiuto.
Fu così che in men che non si dica, la Fata Principianta, la più bella e dolce di tutte le creature fatate, si trovò lì, con le ali iridescenti che sbattevano velocissime, in mezzo al gruppo di amici.
“Come posso aiutarvi?” chiese agli animaletti del bosco.
“Il Riccio Matto e la Tartaruga Melodia devono fare la pace e non litigare più”.
La fatina si fece spiegare bene la situazione, annuì e poi si volatilizzò in un batter baleno così come era apparsa.
In men che non si dica apparve alle spalle della Tartaruga Melodia. La osservò per qualche attimo in silenzio, prima di avvicinarsi a lei. Aveva il collo tirato per specchiarsi nelle acque di un piccolo stagno, assorta come sempre nei suoi pensieri.

“Cosa ti turba, mia piccola amica?” le chiese Principianta.
“Sono triste. Il Riccio Matto non mi ascolta. E io non so come fare a spiegargli che c’è un mare in mezzo al bosco” rispose Melodia, prima di rivolgere alla fata la sua domanda: “Tu lo vedi il mare in mezzo al bosco?”
“Certo” disse sicura la fata “E’ proprio lì, sotto le foglie, se chiudo gli occhi posso sentire il rumore delle onde e, se li riapro, vedo lo scintillio delle acque sotto le foglie e un mondo incantato che ci aspetta”.
“Ed infatti è così” esclamò la tartarughina “Ma il Riccio Matto dice che mi invento le cose, non mi capisce. E io non so come fare”.

La fatina poggiò una delle sue delicate manine sulla corazza di Melodia, intenerita da quelle parole.

“Non ti preoccupare, ci penso io”. E non finì la frase, perché era già volata via. Per riapparire, in un baleno, accanto al Riccio Matto, che stava tenendo banco presso il ruscello, dibattendo con la Trota Argentina e l’Anatra Moretta. Principianta non perse tempo: “Ehi tu, posso avere l’onore di parlarti un minuto?”
“Ma certo” rispose il Riccio mostrando il musetto impertinente circondato da un’aureola di aculei.
“Ho parlato con la Tartaruga Melodia, che è molto triste perché non la ascolti”.
“Ah, quella sognatrice … Lei vede il mare in mezzo al bosco, ma io continuo a dirle che è il bosco ad essere in mezzo al mare. Guarda: è proprio lì, sotto le foglie … Se chiudi gli occhi puoi sentire il rumore delle onde e, se li riapri, vedere lo scintillio delle acque sotto le foglie e un mondo incantato che ti aspetta”.

La fatina sorrise: “Ma è la stessa cosa che dice la Tartaruga Melodia!”

“Non è così” sbuffo il Riccio “Io vedo il bosco in mezzo al mare, lei vede il mare in mezzo al bosco. No, no e ancora no! Non è la stessa cosa!”

Principianta gli chiese di chiudere gli occhi, lo sollevò come se fosse una piuma anche se in realtà era decisamente più grande di lei e, in un batter d’occhio, lo posò accanto alla Tartaruga Melodia che, nel frattempo, era rimasta a specchiarsi mogia nelle acque dello stagno e a guardare un gruppo di girini che facevano le piroette.

“Melodia, guarda chi c’è!”

“Uffa ancora lui” esclamò stizzita la tartaruga.

“Non fare così” esortò la fata “Ascolta me! Chiudi gli occhi e descrivimi a voce alta il mare in mezzo al bosco. E tu, sì, dico a te Riccio Matto, fai lo stesso: chiudi gli occhi e descrivi il bosco in mezzo al mare”.

Le parole si sovrapposero armoniosamente: “E’ proprio lì, sotto le foglie … Se chiudi gli occhi puoi sentire il rumore delle onde e, se li riapri, vedere lo scintillio delle acque sotto le foglie e un mondo incantato che ti aspetta”.

Non c’è da stupirsi se, riaperti gli occhi e incrociati gli sguardi, il Riccio Matto e la Tartaruga Melodia si ritrovarono senza accorgersi con le zampette posate una sopra all’altra.

“Vedi le stesse cose che vedo io” disse Melodia.

“Sì! Le chiamo soltanto in modo diverso” osservò il Riccio Matto.
Da quel giorno, i due si ritrovarono, guardati a distanza dalla fatina Principianta, radiosa come non mai, a osservare insieme lo scintillio sotto le foglie e a fantasticare su quali pesciolini potevano nuotare in quel mare incantato. C’erano tritoni, sirene, delfini e conchiglie colorate. Non importava se non tutti potevano vederli. L’importante è che, con l’aiuto della fantasia, loro riuscissero a parlare una lingua comune.
Principianta era felice di quel risultato e con lei tutti gli amici dei due animaletti che si riunivano in un colorato girotondo accanto a loro, cercando di vedere il blu del mare e il verde del bosco.
Da quel momento, non ci fu più il bosco in mezzo al mare o il mare in mezzo al bosco. Solo blu mare e verde bosco, mischiati in un’unica tavolozza magica.

“Non siamo tutti uguali” si dissero la tartaruga e il riccio sorridendo “Ma il mondo sarà più bello se impareremo a voler bene anche a chi è diverso da noi”.

Alessia de Falco – Edoardo Riela