Bullismo

In questa sezione scopriremo cos’è il bullismo, quali sono le caratteristiche di questo fenomeno, i campanelli d’allarme e come intervenire in difesa delle vittime.

A cura di: dott. ssa Michela Mignano (pedagogista clinico)

bullismo

Cos’è il bullismo?

Con il termine “bullismo”, o “bullying” in inglese, s’intende quell’insieme di comportamenti aggressivi a livello fisico e/o psicologico che viene messo in atto dal cosiddetto “bullo”, ossia l’aggressore, nei confronti di una vittima. Questo fenomeno avviene principalmente nelle scuole, durante l’infanzia o l’adolescenza.

Per essere definiti bullismo, questi comportamenti devono essere costanti e continuati nel tempo. La vittima solitamente soffre conseguenze psicologiche piuttosto gravi che la porta a isolarsi e a evitare i luoghi in cui viene aggredita.

Più del 50% dei ragazzi italiani fra gli 11 e i 17 anni sono vittime di attacchi di bullismo e fra chi utilizza il cellulare (circa 88%), il 22% riferisce episodi di cyberbullismo.

Come riconoscere un episodio di bullismo

Per parlare di bullismo, le azioni devono avere alcune caratteristiche:

  1. Le prepotenze prevedono intenzionalità, spesso avvengono in un contesto di gruppo.
  2. Le azioni devono essere continuative e persistenti nel tempo.
  3. Le azioni mirano a danneggiare la persona in modo verbale, fisico, psicologico.
  4. Si verifica una disparità di forze tra chi mette in atto azioni che si inquadrano come bulle e chi le subisce. La vittima, destinataria di prepotenze, non è nelle condizioni di difendersi da sola.
  5. L’attacco del bullo può essere DIRETTO: modalità fisiche o verbali (pugni, botte, offese) o INDIRETTO: di tipo psicologico (esclusione o diffamazione).
  6. Spesso, insieme al bullo, hanno un ruolo anche gli spettatori e gli aiutanti del bullo e della vittima. Gli spettatori sono tutti quelli che vedono le azioni del bullo, ma non intervengono; gli aiutanti sono coloro che con il loro agire supportano l’atteggiamento del bullo o della vittima.

Come riconoscere una vittima di bullismo

Professori e genitori devono fare molta attenzione ai campanelli d’allarme del bullismo. Alcuni dei principali segnali che possono indicare che un bambino è vittima di bullismo sono:

  1. Cambiamenti repentini del comportamento e dell’umore;
  2. Aumento o diminuzione dell’appetito;
  3. Disturbi del sonno;
  4. Disturbi psicosomatici;
  5. Rifiuto di andare a scuola;
  6. Basso rendimento scolastico;
  7. Assenze a scuola;
  8. Isolamento e problemi a livello sociale;
  9. Segni fisici di violenza;
  10. Apatia;
  11. Ansia;
  12. Attacchi di panico;
  13. Depressione.

Quali sono i tipi di bullismo?

A seconda delle caratteristiche delle aggressioni, il bullismo può essere classificato in diverse tipologie. Ecco le principali:

  1. Bullismo fisico: le aggressioni sono soprattutto di tipo fisico, ad esempio attraverso calci e pugni;
  2. Bullismo psicologico: la vittima viene aggredita attraverso insulti, minacce o altri tipi di violenza verbale;
  3. Bullismo sociale: il bullo isola la vittima attraverso comportamenti che causano la sua esclusione ed emarginazione;
  4. Cyberbullismo: l’aggressione avviene attraverso gli strumenti che mette a disposizione la tecnologia come messaggi, social network o e-mail;
  5. Bullismo sessuale: questo tipo di bullismo si basa su commenti sessisti e anche su aggressioni fisiche di tipo sessuale.

Quali sono i profili del “bullo o istigatore”, e quali invece quelli della vittima?

Il cosiddetto bullo non ha un profilo ben definito. Tuttavia, in generale, può essere un ragazzo che all’apparenza è sicuro di se stesso, che ama stare al centro dell’attenzione e che ha una scarsa empatia e un alto livello di frustrazione. La maniera per sentirsi forte è quella di creare un rapporto di sottomissione con la vittima. Spesso, inoltre, questi comportamenti sono un’emulazione di quello che soffre fra le mura domestiche.

Il profilo della vittima, spesso, coincide con un ragazzo che appare diverso rispetto agli altri, magari a causa di un problema fisico o psicologico, ad esempio un disturbo dell’apprendimento, o che appartiene a un gruppo minoritario. Le vittime sono solitamente ragazzi timidi e introversi che hanno difficoltà a chiedere aiuto ai genitori o ai professori.

Per approfondire

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Bibliografia

  1. Bullismo e cyberbullismo, su: miur.gov.it