circle time

Oggi parliamo di uno strumento che ci piacerebbe vedere applicato più spesso in classe: stiamo parlando del circle time. In una scuola che giudica, che valuta, che riduce a numeri e lettere (perché spostare l’attenzione da una pagella di voti ad una di competenze significa questo, traslare i numeri in parole), che fatica ad includere, è uno strumento prezioso. Uno spazio democratico e davvero partecipativo. Scopriamo insieme come funziona.

CIRCLE TIME: ECCO COS’È

Il circle time è un momento di dialogo e condivisione durante il quale gli alunni sono seduti in cerchio insieme a un insegnante coordinatore. L’insegnante funge da mediatore, proponendo gli argomenti da trattare e moderando gli interventi. Si tratta di uno scambio democratico poiché insegnante ed alunni sono messi sullo stesso piano, si confrontano alla pari.

Si tratta di un metodo di lavoro introdotto a scuola di recente, ma già ampiamente collaudato dalla psicologia umanistica negli anni ’70 ed ancor prima – benché in modo spontaneo e non scientifico – dai gruppi scout e all’interno di alcune colonie. E come dimenticare la scuola democratica, che già dagli inizi del secolo scorso proponeva momenti di confronto alla pari tra alunni e insegnanti!

circle time in classe

Il circle time è una metodologia utile per:

  • migliorare l’ascolto della classe, specie nelle “nuove classi” e nei contesti in cui si cerca di realizzare l’inclusione
  • promuovere la partecipazione al dibattito degli alunni più timidi e di tutti coloro che normalmente stanno in disparte
  • gestire in modo propositivo gli alunni più esuberanti o quelli che presentano comportamenti problematici
  • facilitare l’inclusione
  • far emergere le competenze dei singoli alunni nel rispetto della diversità individuale
  • promuovere un approccio problematico e democratico ai problemi, ovvero: stimolare lo spirito critico

Si tratta di uno strumento incredibile, che facilita la comunicazione e la conoscenza reciproca, che aiuta a parlare dei propri problemi


CIRCLE TIME EFFICACE: ECCO COME FUNZIONA

Perché il cerchio magico sia efficace, è importante rispettare queste regole:

  • ci si posiziona tutti in cerchio; seduti per terra o sulle sedie, l’importante è che ci si possa guardare tutti negli occhi
  • ci vuole un insegnante che svolga la funzione di moderatore, che gestisca il circle time senza risultare impositivo
  • ci deve essere una scaletta degli argomenti, una specie di ordine del giorno di cui parlare; i partecipanti potranno aggiungere considerazioni personali e proporre nuovi spunti ma avere dei temi prefissati evita sessioni inconcludenti
  • a turno, alunni e insegnanti potranno dire la loro; può essere utile creare un piccolo rituale prima di prendere la parola (chi parla deve indossare un cappello particolare che ci si passa, oppure un oggetto, come uno scettro)

Gli obbiettivi principali di questo cerchio sono l’inclusione e la discussione; ciascun alunno si dovrebbe sentire parte di un gruppo e, ciascuno con i propri tempi e modi, dovrebbe rivendicare un ruolo attivo all’interno della comunità. E’ una metodologia che permette di soddisfare tanto il bisogno di inclusione quanto quello di individualità dei bambini, tutto questo senza sentirsi giudicati, in un ambiente protetto. In questo senso è importante che l’insegnante mantenga un atteggiamento di ascolto attivo, non giudicante.

In Danimarca esiste un’ora di empatia, molto simile al “tempo del cerchio”, in cui i ragazzi parlano mangiando torte o crostate preparate da loro (ne abbiamo parlato a proposito di empatia a scuola). Loro la chiamano Klassens Tid. 

ASCOLTO ATTIVO: L’INSEGNANTE DEVE COMPRENDERE E SPRONARE

Il ruolo dell’insegnante è fondamentale: non deve fare domande e fornire risposte, per la durata del circle time dovrà fungere da facilitatore. Stimolando i ragazzi a interagire, mantenendo un clima cordiale e positivo, invitando a contributi propositivi. L’insegnante in questo spazio non deve “risolvere” il problema che si sta discutendo; deve fare in modo che siano gli alunni a risolverlo, collaborando e dibattendo. Deve ascoltare in modo attivo, con attenzione ed empatia.

Si tratta di un ruolo tutt’altro che facile. Del resto, l’apprendimento cooperativo è tutt’altro che facile.

L’IMPORTANZA DI UNA PROGETTAZIONE CONSAPEVOLE DA PARTE DEGLI INSEGNANTI

Come ogni metodologia didattica, è necessario che l’intero gruppo docente sostenga con convinzione il circle time. Questo dovrà essere progettato in modo tale da avere dei tempi e degli spazi fissi.

La durata del circle time dovrebbe essere oggetto di progettazione; dovrebbe esserci abbastanza spazio per permettere a tutti di prendere la parola ma senza dispersioni. Approssimativamente tra 40 e 75 minuti, ma ciascuna classe adotterà le sue regole. Anche lo spazio dovrebbe essere fisso: scegliere un luogo in cui riunirsi è importante per farlo diventare un rito del benessere in classe.



Anche gli argomenti che la classe affronterà dovrebbero essere programmati con attenzione: senza una guida, il cerchio magico rischia di risultare dispersivo ed infruttuoso.

PER APPROFONDIRE

Sul dialogo tra alunni e insegnanti nella scuola democratica, rimandiamo alla voce Wikipedia “educazione democratica“. Benché non parli specificamente di circle time, potrete trovare gli embrioni della filosofia umanistica che lo ha portato alla luce negli anni ’70.

Se vi sta a cuore la tematica della gestione del clima emotivo e cooperativo in classe, vi consigliamo il libro “Apprendimento cooperativo in classe“, edito da Erickson. Presenta numerosi spunti pratici e scientificamente solidi.

   

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