I COMPORTAMENTI NON AMOREVOLI

Oggi vogliamo soffermarci sui comportamenti che la psicologia definisce comportamenti non amorevoli: comportamenti che mettiamo in atto in nome di un amore dichiarato e che poi utilizziamo come pretesto per forzare gli altri ad agire come vorremmo. Ecco un esempio tipico: “Ho lasciato il lavoro per seguirvi (rivolto ai figli); perché allora non vi comportate come vi ho insegnato e non vi applicate nello studio?

Se frasi come questa ti sono familiari, potrebbe farti bene un po’ di autonomia. Questo vale specialmente nel rapporto con i figli: “Al mondo, tutti i tipi di amore hanno come obiettivo ultimo l’unione; ve n’è solo uno che è diretto alla separazione, ed è quello dei genitori verso i figli. L’amore dei genitori ha veramente successo quando spinge i figli a separarsi il prima possibile dalla loro vita, diventando individui indipendenti: quanto prima avviene questo allontanamento, tanto più i genitori avranno avuto successo“.

Quando perdiamo la nostra autonomia e la nostra indipendenza in nome di una relazione, lì c’è un pericolo. Non si tratta di esaltare l’egoismo, ma di imparare la giusta misura: a volte, anche i genitori hanno bisogno di spazio e di tempo per sé. Questo non danneggerà la famiglia, ma rafforzerà tutti i suoi membri. Questa forma di autonomia potremmo chiamarla “autonomia emotiva” o “indipendenza emotiva“. Si tratta di un concetto che viene spesso messo da parte in favore dell’autonomia pratica, ma che non è meno importante.