Il nostro motto, da quell’ormai lontano 13 marzo 2014 in cui il Portale ha preso vita, è “Cresciamo insieme ai nostri figli”. Che si potrebbe anche tradurre in “Cresciamo insieme ai nostri studenti” e, ancor più in generale “Cresciamo insieme ai nostri affetti”. Ci siamo accorti di riscuotere sempre tanto successo quando vi invitiamo ad essere gentili e cercare gentilezza, a praticare empatia, a coltivare l’ascolto attivo.

Perchè è necessario ribadire tutte queste cose, quando invece sono innate nel nostro cuore?
Probabilmente perchè, oggi, tendiamo a rimuovere la cassetta degli attrezzi che avevamo costruito da bambini e che, nella sua genuinità, ci ricordava ogni giorno che ciò che è importante lo conserva il cuore.
Perchè dunque imparare dai più piccoli, a cui spesso vogliamo e dobbiamo insegnare?

IMPARIAMO DAI BAMBINI A RISCOPRIRE IL CUORE

Ecco cinque buoni motivi:

  • Perché i bambini parlano ancora attraverso il cuore (e, se fossero meglio assistiti dagli adulti, non avrebbero necessità di riscoprire la gentilezza o, peggio, l’empatia: e non dovremmo farlo nemmeno noi!).
  • Perché per comprendersi tra genitori e figli, aumentare la flessibilità nella comunicazione, bisogna fare un passo indietro, cambiare prospettiva.
  • Perché i bambini hanno fantasia e immaginazione: il problem solving nasce dalla capacità di vedere oltre, capacità che noi adulti affoghiamo nella logica.
  • Perché i figli sono dei modellatori naturali e capirsi è arte del modellamento: i bambini apprendono imitando i nostri comportamenti nei diversi contesti della vita e, di conseguenza, attraverso di essi possiamo guidarli. Anche noi possiamo rimodellarci, imparando dal confronto e senza far cadere il sapere dall’alto.
  • Perché i bambini si fidano ciecamente di noi e quella fiducia a noi a volte manca: come possiamo credere in concetti così naif, come la gentilezza e l’empatia, se non li sentiamo vivi nel nostro quotidiano?

Ecco perchè vogliamo crescere insieme ai bambini, imparando da loro.

Art: Eli Gros

COSA FARE PER IMPARARE (DAVVERO) DAI BAMBINI

Leggete questo brano, tratto dal film Will Hunting – Genio Ribelle:

Dal nostro divano di casa, con un libro in mano, per un istante possiamo pensare di sapere tutto quando, invece, siamo ben lontani dall’essere in grado di capire l’essenza di quel momento. Mancano le sensazioni e le emozioni che sono state vissute. Oltre a tutto il caos, la paura e il dolore che molte persone hanno provato. La voce dell’esperienza è molto più intensa e reale di qualsiasi altra voce proveniente da persone che non hanno mai vissuto sulla propria pelle ciò che dicono.

Ci impegniamo a criticare e giudicare le persone di cui non sappiamo niente o molto poco. A volte le nostre parole le feriscono più di quanto pensiamo, perché parliamo senza sapere. Non teniamo in considerazione quello che hanno potuto vivere perché non ci siamo trovati nei loro panni.Non siamo consapevoli di ciò che crediamo di sapere di loro, che, probabilmente, è molto meno di quanto stimiamo.

TRE DOMANDE PER RI-SCOPRIRCI:

  • ho ancora la forza o la voglia di emozionarmi?
  • so capire l’altro, senza prima giudicare?
  • so ascoltare davvero?

COACHING CREATIVO: PER PARLARE DEL MARE, BUTTIAMOCI NELL’ACQUA

Questo spunto ci aiuta a capire una cosa fondamentale: da adulti, ci limitiamo a conoscere superficialmente, a valutare su informazioni incomplete o che non possiedono la forza dell’esperienza vissuta.  Ci limitiamo a cercare risposte, senza “sentirle”, come invece fanno i bambini. Senza esperienza vissuta, non c’è empatia. E quella che per noi adulti dovrebbe essere esperienza vissuta, torna ad essere sterile dibattito, scambio di opinioni. Finiamo per chiederci perchè non si pratica gentilezza, quando in realtà noi di quella gentilezza non conosciamo più il significato.

Proviamo a:

  • trasformate l’esperienza in empatia.
  • non parlate del mare, ma buttatevi in acqua.
  • fatelo ogni giorno (eh sì, è un esercizio un po’ lungo da svolgere!)

Cosa significa? Ve lo spieghiamo con un esempio.
Tutti noi possiamo diventare esperti di nuoto, dare lezioni, spiegare in dettagli i diversi stili o dare consigli a chi ne ha bisogno. Questo aumenta il nostro ego (eh sì, sono apprezzato perchè ne so) o la stima che altri hanno di noi.

Ma non è abbastanza: la nostra conoscenza non è completa, finchè non ci siamo tuffati in acqua a nuotare. Pensate a un bambino di fronte al mare: vi spiegherà il fenomeno delle maree o si butterà tra le onde? Per noi crescere, con i bambini e non, significa questo: usare le parole con cura, non usarne troppe, lasciar spazio alle azioni e alle emozioni.

Senza la voce dell’esperienza, le frasi che pronunciamo non hanno lo stesso valore.






   

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