Le mappe concettuali sono uno strumento particolarmente utile per studiare le relazioni tra singoli concetti e unirle insieme in uno schema organico e completo. Le mappe concettuali si possono utilizzare efficacemente per studiare qualsiasi argomento e a qualsiasi livello: dalla scuola primaria all’università, alla formazione professionale.

Una mappa concettuale organizza i concetti sulla base delle relazioni che ci sono tra gli uni e gli altri, generando un percorso che metta in luce i legami che intercorrono tra i vari nodi dello schema. Non va confusa con le mappe mentali, che utilizzano disegni e colori e che organizzano i concetti in ordine gerarchico e non causale.

COS’È UNA MAPPA CONCETTUALE

La mappa concettuale è una particolare tipologia di rappresentazione grafica, spesso usata in ambito scolastico, per facilitare l’apprendimento: in pratica, si parte da un concetto cui si collegano concetti correlati, secondo una particolare elaborazione grafica.

E’ un approccio basato sul principio cognitivo – di tipo costruttivista – che presuppone che ciascuno di noi sia in grado di creare un proprio del proprio percorso conoscitivo all’interno di un contesto. Le mappe concettuali mirano a contribuire alla realizzazione di apprendimento significativo, in grado di modificare le strutture cognitive del soggetto e contrapposto all’apprendimento meccanico, fondato sull’acquisizione mnemonica.

mappe concettuali

Questa è una mappa concettuale

Una mappa concettuale ha una struttura basata su tre macro elementi:

  • nodi concettuali: sagome che descrivono i principali concetti presenti nel dominio di conoscenza della mappa; al loro interno viene riportata una descrizione testuale più o meno sintetica;
  • relazioni associative: sono una sorta di arco di collegamento tra i nodi della mappa
  • etichette descrittive: sono i testi che spiegano il significato delle relazioni

Questa metodologia di apprendimento fu teorizzata da Joseph Novak presso la Cornell University per evidenziare i concetti principali e i rispettivi legami all’interno di un argomento. Semplificando, si tratta di una sorta di reticolo in cui i concetti vengono collegati in modo grafico testuale.

Il Professor Novak si era accorto che per immagazzinare al meglio le informazioni non bastava memorizzarle come degli automi: era necessario costruire un percorso capace di collegare tra loro i singoli dati, in una sorta di ragnatela. Più un concetto risulta connesso agli altri, più è semplice richiamarlo alla memoria ed utilizzarlo. Ecco, in estrema sintesi, il funzionamento di una mappa concettuale.

Per capire meglio la filosofia che sta dietro le mappe concettuali e, più nello specifico, dietro lo studio creativo, ti suggeriamo di cominciare da questa riflessione di un grande artista e intellettuale, Bruno Munari:

Complicare è facile, semplificare è difficile. Per complicare basta aggiungere, tutto quello che si vuole: colori, forme, azioni, decorazioni, personaggi, ambienti pieni di cose. Tutti sono capaci di complicare. Pochi sono capaci di semplificare.

Per semplificare bisogna togliere, e per togliere bisogna sapere che cosa togliere, come fa lo scultore quando a colpi di scalpello toglie dal masso di pietra tutto quel materiale che c’è in più della scultura che vuol fare. Teoricamente ogni masso di pietra può avere al suo interno una scultura bellissima, come si fa a sapere dove ci si deve fermare nel togliere, senza rovinare la scultura?

Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Eppure quando la gente si trova di fronte a certe espressioni di semplicità o di essenzialità dice inevitabilmente: “questo lo so fare anche io”, intendendo di non dare valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie. In realtà quando la gente dice quella frase intende dire che lo può rifare, altrimenti lo avrebbe già fatto prima.

La semplificazione è il segno dell’intelligenza, un antico detto cinese dice: “quello che non si può dire in poche parole non si può dirlo neanche in molte.

Bruno Munari

STUDIARE UTILIZZANDO LE MAPPE CONCETTUALI: COME SI FA

Stando all’impostazione data da Novak, per realizzare una mappa concettuale bisogna partire dall’individuazione dei concetti base dell’argomento che si intende affrontare. Il passo successivo prevede la creazione dei legami associativi, da descrivere con etichette formulate con verbi. La creazione della mappa non è lineare, ma procede per rifiniture successive, eliminando le eventuali ridondanze, fino ad un opportuno grado di dettaglio. Secondo Novak le mappe concettuali hanno una finalità cognitiva e sono orientate all’espressività, quindi i reticoli non sono (quasi mai) in ordine gerarchico.

Il lavoro di Novak è stato ripreso in ambito educativo da D. Ausubel che ha condotto studi sull’apprendimento significativo, l’apprendimento rapido, e la memorizzazione. Le mappe concettuali, in forma semplificata, possono essere proposte anche ai bambini dei primi tre anni della scuola primaria, con l’obiettivo di potenziare le strategie logico-visive, allenare in alcune operazioni mentali significative e avviare alla costruzione autonoma delle prime mappe mentali.

Ecco come procedere:

  • Comincia dalla lettura del capitolo di testo o dei materiali da studiare
  • Dopo aver terminato una prima lettura, elenca i concetti più importanti riguardo l’argomento che hai appena letto; questi concetti dovrebbero essere circa 10-20; cerca di utilizzare parole semplici (e non più di 3-4 parole) per descrivere ed etichettare ciascun concetto.
  • Individua quali saranno i concetti più importanti e disponili su un foglio di carta, cominciando dall’alto
  • In basso, aggiungi i concetti meno importanti
  • Collega i vari concetti con delle linee: ciascuna linea deve rappresentare un legame, non deve essere casuale; accanto ad ogni linea, aggiungi una breve descrizione del legame, cercando di essere quanto più sintetico.

Quanti più legami riuscirai a individuare, tanto più la mappa concettuale sarà efficace.

Se vuoi approfondire il tema della didattica con le mappe, ti suggeriamo di leggere il testo “Insegnare e imparare con le mappe. Strategie logico-visive per l’organizzazione delle conoscenze” di Flavio Fogarolo e Marco Guastavigna.

Il volume è dedicato all’uso didattico e educativo delle mappe come strumento per aiutare l’apprendimento attraverso l’organizzazione visiva, logica e funzionale delle proprie conoscenze analizza e confronta i tipi di rappresentazione grafica più efficaci, ciascuno con un diverso modello logico-visivo e con uno scopo cognitivo differente.

PROGRAMMI, APP E SOFTWARE PER CREARE MAPPE CONCETTUALI

Se devi creare una mappa concettuale, ricordati sempre che il sistema più efficace è quello con quaderno e matita; l’elaborazione grafica procede parallelamente a quella cognitiva, rendendo l’apprendimento più efficace.

Tuttavia, ci potrebbero essere numerose buone ragioni per utilizzare il pc o un tablet: condividere più facilmente la mappa concettuale con gli amici e i colleghi, per fare un esempio. In questo caso, a meno che tu non voglia impazzire con Office, ti servirà un apposito programma per realizzarle.

Connected-mind è la prima scelta per l’uso didattico: si tratta di un’applicazione da utilizzare direttamente online e completamente gratuita; una volta elaborata la mappa sarà possibile salvarla creando un account cloud gratuito. Una volta creata una mappa, potrai stamparla con un clic. Semplice da utilizzare e adatto anche ai principianti, questo programma ti permetterà di muovere i primi passi nel mondo delle mappe.

Esistono poi software e app pensati per realizzare mappe concettuali a livello professionale; in particolare:

  • XMindun software utilizzato da numerose aziende, con un periodo di prova gratuito e varie licenze; utile specialmente per chi deve integrare e condividere le mappe concettuali con un team di lavoro.
  • Minidomo: un valido software per creare mappe concettuali e condividerle in rete; e c’è di più: con Minidomo avete a disposizione tantissime mappe concettuali già pronte, solo da personalizzare.
   

Pin It on Pinterest