La tradizione fiabesca del Giappone pullula di creature dai poteri soprannaturali, non diverse da quelle della tradizione occidentale. Si tratta di creature curiose, malevole ma dal grande fascino, spesso molto complesse.

Conoscere questi esseri offre la possibilità di un confronto con le nostre tradizioni, ma anche uno spunto culturale necessario per innovare il mondo della fiaba. Un esercizio creativo che potresti sperimentare è quello di far dialogare le creature delle fiabe giapponesi con quelle della tradizione europea. Cosa potrebbe accadere se un orco incontrasse un Oni? Oppure se un Tanuki, finito per errore su una nave mercantile, arrivasse dalle nostre parti?

Proprio questa contaminazione creativa (di cui, peraltro, ha parlato a lungo Gianni Rodari) è un elemento necessario per fare arte e cultura.

KAPPA

Una creatura con l’aspetto di un ragazzino, dal corpo ricoperto di squame. Ha un becco affilato al posto della bocca e sul dorso un guscio di tartaruga. Il kappa ha una piccola ciotola sulla testa (in altre raffigurazioni ha la testa concava), piena d’acqua. Quest’acqua conferisce al Kappa una forza sovrumana e numerosi altri poteri magici. L’unico modo per sconfiggere un Kappa è quello di rovesciare l’acqua dalla ciotola sulla testa, ad esempio, convincendolo con l’inganno a fare un inchino.

I Kappa amano la lotta libera e spesso sfidano gli umani in tale disciplina. Sono ghiotti di cetrioli. In molte leggende i Kappa sono considerati divinità delle acque, impegnati ad irrigare le risaie e a vegliare sul lavoro nei campi. Kappa significa letteralmente “fanciullo del fiume”.

kappa

KITSUNE

Kitsune, in giapponese, significa volpe. Il Kitsune può trasformarsi a suo piacimento, prendendo le sembianze di qualunque cosa. Vi sono kitsune che si trasformano in treni a vapore, oppure in monaci. Di solito, però, adora trasformarsi in una giovane donna, dall’aspetto incantevole. La volpe è un personaggio ingannevole, che adora illudere e sedurre.

In alcuni casi, però, i Kitsune danno prova di grande nobiltà d’animo, specialmente nei confronti degli umani che li salvano dai cacciatori. Questi animali adorano i luoghi abbandonati.

TANUKI

Il Tanuki è un animale che appartiene alla famiglia dei canidi. Ha una lunga coda, una folta pelliccia e due macchie intorno agli occhi, che lo rendono simile nell’aspetto ad un procione. Il Tanuki, nelle fiabe giapponesi, viene raffigurato come un essere dispettoso e burlone, estremamente vendicativo e, in qualche caso, feroce. La sua malignità, però, viene mitigata dal lato comico del suo carattere.

Proprio come il Kitsune, anche il Tanuki può trasformarsi a suo piacimento, anche se non con la stessa abilità della volpe. Rispetto al Kitsune è meno intelligente e meno nobile. Anche questo animale è legato al tema dell’inganno e dell’illusione.

ONI

Gli Oni sono i demoni e gli orchi della tradizione giapponese. Gli esseri umani sono visti dagli Oni come prede da divorare, sin dall’antichità. Nelle fiabe, gli Oni sono rappresentati come creature robuste, con un corno che sporge dal capo (o un paio di corna), due zanne affilate e le dita simili a coltelli. Gli Oni hanno un comportamento simile a quello umano: amano danzare e cantare, si ubriacano con il sake e ridono in modo sguaiato.

YAMAMBA

La Yamamba (o Yamauba) è una creatura che abita le montagne. Yamamba significa “vecchia dei monti”. Simile, per certi versi, alle streghe della tradizione europea, la Yamamba viene però descritta come una creatura demoniaca, non appartenente al mondo umano quanto piuttosto a quello degli spiriti. Questa creatura, dalla fame insaziabile, è solita divorare gli uomini.

FONTE: M. T. ORSI (1998), Fiabe giapponesi, Einaudi, Torino

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