E se nessuno mi becca? Combattiamo l’analfabetismo etico, con “l’arte del fare la cosa giusta”. 

Parlare di etica non significa solo addentrarci nel terreno astratto della riflessione sulla giustizia e la legalità, ma ricordarci, ricordandolo anche ai bambini, che, con ogni piccolo gesto quotidiano, noi diamo valore a questo concetto.

Il nostro è un mondo buffo. Tutti pronti a vagliare le spese dei politici o a criticare le ingiustizie, tutti agguerritissimi contro i dipendenti comunali che timbrano il cartellino senza poi andare a lavorare. Quante volte ci fermiamo però a riflettere, chiedendoci se noi per primi abbiamo fatto la cosa giusta?
Ci siamo fermati a un semaforo rosso sebbene la strada fosse libera? Ci siamo ricordati di restituire un resto, se eccedente? Siamo tutti responsabili delle nostre azioni, cosa bellissima che tuttavia va coltivata con attenzione, visto che oggi, in parallelo all’analfabetismo culturale, sta dilagando una forma di analfabetismo etico altrettanto preoccupante. 

In uno scenario come questo, in cui, grazie anche all’amplificazione dei gesti dovuta ai media e ai social, tutto viene messo sotto accusa e sotto processo, spessa senza nemmeno avere un quadro completo degli elementi in gioco, riscoprire il concetto di etica e parlarne con i ragazzi e i bambini è fondamentale. Significa insegnare a fare la cosa giusta, evidenziando che la furbizia, la via più semplice, non ci rende migliori.

L’etica spiegata ai bambini
Ma cosa vuol dire esattamente spiegare l’etica ai bambini? Come insegnare loro che una cosa non va fatta solo perché “la fanno tutti”? Ci viene in aiuto a questo proposito Bruce Weinstein, autore del libro “E se nessuno mi becca?” edito da Il Castoro. Si tratta di una mini guida che ci aiuta a riflettere sul concetto di “giusto e sbagliato”.

Vediamo, volendo sintetizzare e semplificare, cinque spunti ispirati dal libro che ci possono aiutare a sostenere e motivare il “non si fa così, lo sai”, pronunciato da genitori spesso disorientati o incapaci di insegnare le regole.

1. Non fare male a nessuno
Le ferite non sono solo fisiche. Il cuore viene ferito da parole mal dette, o da gesti non ponderati. Riflettiamo senza agire di impulso, perché spesso è l’unico modo per evitare sofferenze.

2. Impegniamoci a rendere il mondo più bello di come l’abbiamo trovato
Ciascuno di noi è pieno di talenti che vanno tirati fuori, dando il meglio di noi. Perché non basta non ferire, occorre vivere. E nel farlo, dedicarsi agli altri arricchisce e ci arricchisce.

3. Rispettiamo chi ci sta vicino
Weinstein afferma che rispettare significa “trattare le persone come essere desiderano essere trattate”. Perché voler bene significa cercare di capire l’altro, senza imporre se stessi.

4. Cerchiamo di essere giusti e di ribellarci all’ingiustizia
Essere giusti significa non solo rispettare le regole, ma anche lottare per combattere le ingiustizie. Perché il rispetto per sé e per gli altri si coltiva non nascondendo la testa sotto la sabbia, ma cercando di ottenere uguaglianza.

5. Non smettiamo mai di voler bene e volerci bene
Sembra banale, ma voler bene significa coltivare il bene. Spesso con piccoli gesti o attenzioni, talvolta non richiesti. Scaldiamo il cuore di chi ci sta attorno!

Ovviamente si tratta di piccoli spunti che non pretendono di affrontare in maniera esaustiva la materia, ma di semplificarla per parlarne con i bambini.A questo proposito può essere interessante sviluppare un mini laboratorio sulla falsariga di quanto proposto da Echino, libro giornale consultabile su Internet e sull’omonima pagina facebook. Lo riprendiamo di seguito:

http://www.echino.it/laboratorio-sulletica

“Vi proponiamo un laboratorio sull’etica adatto ad essere realizzato nella scuola primaria. Quello che vedete nelle foto è stato realizzato con i bambini e le bambine di prima elementare. La prima parte del laboratorio si svolge leggendo alcuni brani tratti da NON LEGATECI LE ALI, selezionati in base all’età dei bambini, ai loro interessi, ai temi già trattati con loro. Fra gli altri vi suggeriamo Il giardino dell’etica di Elena Mastretta o Echino, Echinella e il diritto d’autore.
Alla lettura dei brano segue una chiacchierata su cosa vuol dire etica (fare la cosa giusta), alcun esempi, perchè è importante assumere comportamenti etici, in quali casi anche gli adulti non hanno comportamenti etici. Sicuramente anche i bambini e le bambine tireranno fuori idee e spunti. In ogni caso eccone alcuni:

– Etica vuol dire distinguere i comportamenti umani in buoni, giusti, leciti rispetto a quelli ingiusti, non leciti, cattivi
– Insomma etica ovvero fare la cosa giusta ovvero essere giusti/e

– Fare la cosa giusta perché crediamo sia giusto e non perché abbiamo paura che qualcuno ci scopra.

Come si può essere giusti?

  • aiutare gli altri, il compagno che ha bisogno d’aiuto (ma anche a casa, tenendo in ordine i giochi, aiutando ad apparecchiare)
  •  fare amicizia con chi non ha ancora amici
  • non copiare (ma chiedere aiuto)
  •  non appropriarsi del lavoro altrui
  •  non discriminare, ovvero non trattare le persone in modo diverso (si discrimina per tanti motivi)
  •  non fare del male agli altri in tutti i sensi
  •  far parlare e ascoltare tutti, rispettare gli altri
  • lasciare il mondo meglio di come lo si trova (ma anche un libro della biblioteca)
  • rispettare l’ambiente, la classe
  • comportarci con gli altri come vorremmo gli altri facessero con noi
  • mettersi nei panni degli altri

Dopodiché si inizia la parte pratica. I bambini e le bambine possono utilizzare dei foglietti colorati, come quelli che vedete nelle foto, per esprimere i loro pensieri etici, o disegnare i comportamenti etici. I foglietti possono essere raccolti in un cartellone o, come abbiamo fatto noi, attaccati su un ramo precedentemente recuperato o costruito, in modo da realizzare l’albero dell’etica”.