Educare vuol dire: “Coraggio, ce la puoi fare”, vincendo la paura

Che cos’è il coraggio? Come insegnarlo ai bambini? Domande forse retoriche, che spesso un genitore si pone. Noi siamo convinti che il coraggio non si possa insegnare. Piuttosto, si può infondere, dimostrare con l’esempio, con piccoli gesti d’amore e di rispetto.

Ogni giorno, possiamo insegnare piccoli atti di coraggio, come non gettare una carta in strada, allacciarsi le scarpe da soli, praticare la gentilezza. Partendo da azioni che forse non cambieranno il mondo, ma sicuramente influenzeranno la nostra quotidianità, pratichiamo il coraggio. Quel coraggio che serve poi a credere fermamente nelle grandi azioni, nei sogni.

Educare al coraggio non significa crescere piccoli temerari. Significa trovare il proprio equilibrio e imparare a cambiare quello che non ci piace della nostra vita. Ammettere di sbagliare, aver voglia di riprovarci dopo un fallimento. Questo è coraggio.

Come insegniamo il coraggio ai bambini? Fondamentalmente, trasmettendo fiducia e dimostrandoci coraggiosi a nostra volta. Il punto è capire in che modo possiamo essere coraggiosi nel quotidiano.



EDUCARE AL CORAGGIO SIGNIFICA EDUCARCI AL CORAGGIO

Educare al coraggio significa educarci al coraggio, attraverso i nostri figli: significa, giorno dopo giorno, superare le nostre paure per essere esempio, mostrare le nostre debolezze per essere umani ai loro occhi, ma sufficientemente “supereroi” da provare a cambiare.

A nostro avviso, tre sono i punti su cui focalizzare l’attenzione:

  • alleniamoci ad affrontare il nuovo, guardando il mondo con gli occhi dei bambini
    E’ abbastanza fisiologico provare inquietudine verso ciò che non conosciamo. Se però pensiamo a tutto ciò che potrà accadere, ci paralizziamo. Proviamo allora a pensare a come i bambini affrontano la novità: spesso timidamente, a volte con ritrosia, nella maggior parte dei casi con curiosità. Torniamo a far nostra quella curiosità, facendola diventare pensiero positivo: e se invece andasse bene? Questa la domanda da porsi, sempre.
  • decidiamo di cambiare le cose poco alla volta
    Il coraggio non è compiere gesti eroici, ma decidere di cambiare giorno dopo giorno. Spesso ci proponiamo, anche a livello educativo, traguardi impossibili: in realtà il cambiamento si attua gradualmente, traducendo il pensiero in azione.
  • trasformiamo i pensieri in azioni (fattibili)
    Cosa ci manca davvero per essere coraggiosi? A volte abbiamo idee davvero brillanti, ma poi ci blocchiamo, temendo di non riuscire a metterle in pratica. In questo caso, la leva per il coraggio è la fiducia in noi stessi.

Difficilmente saremo coraggiosi ed educheremo bambini coraggiosi, se non impareremo a credere che effettivamente possiamo raggiungere i nostri obiettivi. L’importante è che siano traguardi sfidanti, ma raggiungibili: inutile pedalare sessanta chilometri, se fino al giorno prima non sapevamo nemmeno di avere la bicicletta in cantina.

UN LIBRO PER DIRE: CORAGGIO, CE LA PUOI FARE!

“Piccolo mio, mi hai fatto una domanda bellissima… Vedi, il coraggio, al contrario di quello che puoi pensare, non vuol dire non avere paura. Avere paura è normale. Ma le persone coraggiose sono quelle che affrontano le loro paure e le loro incertezze e le usano per diventare più forti. Il coraggio non vuol dire allenare i muscoli per vincere un nemico, ma allenare il cuore e la mente per capire quello che vi divide”.

Mondadori Electa ha recentemente pubblicato 100 racconti per bambini coraggiosi di Elena Sforza, una raccolta di storie di uomini coraggiosi di tutti i tempi e di tutti i paesi (quest’anno vanno molto di moda queste “raccolte”; non è un male: è uno stile che ai piccoli piace tanto). L’obiettivo è rispondere alla domanda “Cos’è il coraggio?”, sapendo che, per essere coraggiosi, bisogna acquisire consapevolezza dei propri limiti e volontà di superarli, giorno dopo giorno.