L’educazione è l’atto d’amore più grande

Qual è il più grande atto d’amore che si possa fare verso un figlio? Quale il più grande atto di dedizione verso i propri studenti? Secondo noi è l’educazione consapevole. Il regalo più grande è educare secondo un progetto di vita, educare ad un insieme di valori che ciascuna famiglia sceglie e porta avanti con determinazione.

Un’educazione di questo tipo aiuterà a crescere il bambino con dei principi saldi (non assoluti: ciascuno di noi ha i propri e non è detto che restino immutati nel tempo), che gli serviranno come guida nel corso dello sviluppo e poi della vita adulta.

I limiti della non-educazione

Ma quando si parla di educazione, è possibile che ci siano persone non educate? In termini assoluti no, perché, anche senza accorgercene, riceviamo dall’ambiente e dalle persone che ci stanno accanto un’educazione.

Facciamo finta che ci sia un bambino, e che questo bambino abbia due genitori incuranti, maleducati, egoisti e attenti solo a soddisfare i propri vizi (è volutamente un caso limite, anche se ce ne sono, purtroppo). Questo bambino, in mono del tutto non intenzionale, sarà educato: imparerà che non può fidarsi dei propri adulti di riferimento, imparerà che prima viene l’Io e poi gli altri, imparerà che il rispetto non è un valore ma un peso. Si educa sempre, prevalentemente attraverso l’esempio (lo stesso esempio di cui parliamo spesso).

Questo è il problema: chi non si interessa all’educazione, in realtà sta educando ugualmente. In modo caotico, casuale, incoerente, spesso infelice, ma sta educando. Il nostro amore verso un figlio o la responsabilità verso i propri studenti o educandi dovrebbe prendere anche la forma dell’educazione. Educazione alla felicità, educazione alla libertà, educazione al rispetto, educazione ai valori di ciascuno.

Cosa significa educare?

Per educare un figlio è necessario essere pedagogisti? Assolutamente no. Bisogna essere. Ci vogliono dei valori in cui si crede, dei comportamenti che si mettono in atto, ci vuole attenzione alla propria felicità per trasmetterla agli altri.

L’educazione che si riceve dai genitori, per la maggior parte, è costituita unicamente dall’esempio che si riceve.

SPUNT-ESERCIZIO: educazione planetaria 

Veniamo al sodo: se il più grande atto d’amore verso i propri figli è l’educazione e al tempo stesso un genitore non è e non deve essere un pedagogista o un educatore, come facciamo? Come si trasformano queste belle parole in qualcosa di concreto?



Semplicemente, crescendo: un genitore che cerca di crescere come persona, che esercita il rispetto verso gli altri e verso se stesso, un genitore che cerca di migliorarsi, questi sono i modelli educativi positivi. Dobbiamo insegnare che nessuno è perfetto, ma che la vita è un cammino di continuo miglioramento; che ai compagni di strada si da una mano invece che una spinta (se vogliamo che un giorno qualcuno la dia a noi); che la felicità non è in cima a una montagna, ma nascosta da qualche parte proprio sotto i nostri piedi.

Il modo migliore di educare i propri figli è ricominciare ad educare se stessi. 

Questa è la grande verità. Per cui, mettetevi (anzi, mettiamoci) in gioco, leggete, riflettete, pensate. Cercate la strada della felicità e riscoprite dei valori per cui valga la pena lottare. Così diventerete un modello (quasi) perfetto.

a cura di Matteo Princivalle