I falsi miti della creatività

Vi proponiamo un ciclo di due letture tratte dal libro “Benvenuta creatività” di Isabella dell’Aquila e Alessandra Ferri (Franco Angeli, 2019). Attraverso le parole delle due autrici, ci muoveremo alla scoperta dei falsi miti che circondano la creatività e che, spesso inconsapevolmente, ci impediscono di sviluppare il nostro potenziale creativo.

I FALSI MITI DELLA CREATIVITÀ

Parte prima (potete leggere qui la parte seconda)

La creatività è un dono concesso a pochi
Nell’antica Grecia la creatività era ritenuta una dote propria solo degli dei per cui gli esseri umani potevano essere creativi solo grazie alle divinità ispiratrici. Niente di più falso: il talento creativo è innato in tutte le
persone. In alcune si manifesta in modo più spontaneo, in altre ha bisogno di essere coltivato e sviluppato. Purtroppo quando si passa ad attività più “serie” quali leggere, scrivere e far di conto, spesso, questo talento viene inibito da un approccio metodologico consolidato.

La creatività non si può insegnare
Non solo la creatività non è un dono per pochi ma è una capacità innata che può essere sviluppata. È quindi possibile allenare i ragazzi per fare emergere e sviluppare i fattori del talento. Sappiamo tutti che un bambino che vive in un contesto in cui è utilizzato un linguaggio particolarmente elaborato, svilupperà un linguaggio più sofisticato rispetto a quello di un bambino che vive in un ambiente meno stimolante.

La creatività è produrre delle idee
Non basta produrre delle idee originali per poi conservarle nel cassetto. Essere creativi non vuol dire soltanto pensare in modo creativo, ma agire in modo creativo, anche nelle piccole cose. Infatti il metodo creativo prevede cinque tappe di cui l’ultima è l’applicazione. I nostri piccoli esploratori impareranno a non fermarsi davanti alle prime difficoltà e diventeranno dei conquistatori, pieni di forza e di volontà, per concretizzare le loro idee.

La creatività è solo per i geni, più si è intelligenti più si è creativi
Ma quale tipo di intelligenza? Tendiamo a identificare e a ridurre l’intelligenza alla pura logica aristotelica, arricchita da un pre-definito bagaglio culturale, ma sappiamo che ci sono vari tipi di intelligenze. Essere creativo significa sapersi muovere creando ponti tra vari tipi di logica e tra vari elementi di saperi. Quindi incoraggiare la creatività del bambino non è per farlo “diventare un genio”, ma per portarlo a sviluppare e a realizzare le proprie
potenzialità. Non è da poco!

La creatività è più per i giovani che per i vecchi
La migliore definizione di creatività è: produrre delle idee nuove e utili assemblando degli elementi pre-esistenti. Ora più si hanno elementi immagazzinati nella nostra mente, maggiori saranno le probabilità di formare delle nuove associazioni, e un adulto possiede più informazioni. Di contro, nei giovani può manifestarsi un certo di tipo di spontaneità, soprattutto nel fare domande che gli adulti non si permetterebbero. La ricchezza dell’energia dei giovani unita alle conoscenze e esperienze degli adulti può portare a delle vere e proprie rivoluzioni. Viva la forza della diversità nel gruppo!

La creatività vuol dire essere liberi e senza regole
Nell’opinione comune il gioco è associato al mero divertimento e alla futilità, eppure il gioco è un’attività cognitiva a pieno titolo. Così come ogni gioco ha le sue regole, l’applicazione delle tecniche creative e del metodo creativo è rigorosa. In ogni sessione creativa devono essere applicate le regole della ruota libera e ogni tappa del metodo deve necessariamente rispettare e tenere separate le due fasi, divergente e convergente.

La creatività non è per le persone serie
“Siamo qui per imparare, non per giocare. Adesso facciamo le cose sul serio”. Quante volte abbiamo sentito questa frase? Eppure la creatività è un mezzo indispensabile per acquisire nuove competenze e misurarsi con il mondo circostante adattandosi alle diverse circostanze della vita.

La creatività è un atto solitario
Normalmente siamo portati ad attribuire delle scoperte originali a una singola persona trascurando gli sforzi e l’impegno che hanno preceduto la loro realizzazione. Anche se l’idea originale può nascere da una singola mente, la stragrande maggioranza delle idee viene realizzata da più persone per concretizzare il progetto. Per esempio, Leonardo da Vinci e Michelangelo erano aiutati da capomastri e artigiani per realizzare le loro opere.
La quarta regola del brainstorming o “ruota libera”, che vedremo qui di seguito, parla di molteplicità sistematica, mettendo l’accento sul fatto che un’idea creativa è spesso realizzata dall’apporto di più persone che fanno parte di un gruppo di lavoro.

BIBLIOGRAFIA
Isabella Dell’Aquila, Alessandra Ferri, Benvenuta creatività, Franco Angeli, 2019

FONTE
E-book Franco Angeli

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