Elogio di chi “non consuma”

Van Gogh, V. (1889). The ground of the asylum

Una riflessione sul consumismo ed un invito alla decrescita. Oggi viviamo nell’ansia di accaparrarci l’ultimo modello di smartphone, di vestire alla moda, ma forse sono proprio i “consumatori difettosi” ad aver scoperto la verità e ad essere sfuggiti a questo circolo infelice.

Tratto da: Bauman, Z. (2008). Consumo, dunque sono. Laterza

I poveri di oggi (e cioè coloro che costituiscono un “problema” per gli altri) sono prima di tutto e soprattutto dei “non consumatori”, più che dei “disoccupati”. Essi vengono definiti innanzi tutto dal fatto di essere consumatori difettosi: infatti, il più basilare dei doveri sociali cui vengono meno è il dovere di essere acquirenti attivi ed efficaci dei beni e servizi offerti dal mercato.

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Il consumatore “difettoso”, chi dispone di risorse troppo scarse per rispondere adeguatamente all’appello, o più esattamente ai richiami seduttivi dei mercati, è gente di cui la società dei consumatori “non ha bisogno”; se non ci fosse, la società dei consumatori ne guadagnerebbe.

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La società dei consumatori cresce rigogliosa finché riesce a rendere perpetua la non-soddisfazione dei suoi membri, e dunque la loro infelicità, per usare il suo stesso termine. Il metodo esplicito per conseguire tale effetto consiste nel denigrare e svalutare i prodotti di consumo poco dopo averli portati alla ribalta nell’universo dei desideri dei consumatori.