Evviva la curiosità: un’amica preziosa

Sempre più spesso si parla di bambini apatici, che non si appassionano a nulla. Vi capita mai di chiedere al vostro piccolo che gira inquieto per casa: “Hai tanti giocattoli. Perché non ne prendi uno e ci giochi un po’? A volte la risposta è: “Non so cosa fare”. O anche: “Non mi va”.

Non preoccupatevi però. Siamo i primi a sostenere che i bambini non debbano essere oberati di impegni ed attività e che un po’ di noia aiuti a reinventarsi le giornate, riscoprendo la fantasia.

È però importante non confondere la noia con l’apatia, una condizione che spesso ritroviamo anche negli adolescenti e negli adulti che di fronte a un sovraccarico di stimoli, si trovano ad essere passivi e svogliati. Sembra un paradosso, nell’epoca dell’iper informazione, ma in realtà si tratta solo di una conseguenza della pioggia di fatti e notizie che ci arrivano in tempo reale, di stimoli sempre più simultanei, di ritmi frenetici e stressanti.

Anche questa non è una novità e sicuramente è una condizione con cui inevitabilmente ci troviamo costretti a convivere, salvo decidere di abbandonare tutto e trasferirsi su un’isola deserta. Che fare? (Ammesso di non trasferirsi su un’isola deserta …)

Albert Einstein diceva: “Non ho particolari talenti, sono soltanto appassionatamente curioso”. Questo è un buon punto di partenza. La curiosità, ci aiuta a vincere il male oscuro dell’indifferenza, così diffuso al giorno d’oggi. Essere curiosi non significa farsi i fatti degli altri, come spesso ci incentivano a credere i social media. Piuttosto significa riscoprire il senso critico, senza limitarsi all’apparenza, talvolta ingannevole, delle cose.

PERCHÉ LA CURIOSITÀ FA BENE

La curiosità è un’arma potentissima a disposizione di adulti e bambini: insegna a non avere limiti e a provare a superarli quando ci sono. Allenare la mente ad essere curiosa permette di vedere il mondo con lenti diverse, a non arenarsi di fronte alle difficoltà, a scoprire angoli e sfumature nascoste, a non fossilizzarsi in inutili convinzioni, a provare ad immaginare qualcosa che nessuno ha immaginato prima.

Significa vivere con passione e credere nei sogniEppure abbiamo visto che questa risorsa, innata nei bambini, viene spesso sottovalutata o peggio dimenticata. Riscoprirla ed allenarla nel quotidiano non è difficile, anzi lo facciamo senza accorgercene. Ecco tre azioni quotidiane per stimolarla e un esercizio creativo da fare in famiglia, insieme.

PARLIAMO A TAVOLA

La cena in famiglia può essere una preziosa palestra per la curiosità. Facciamoci raccontare cos’é successo durante il giorno, ascoltiamo, chiediamo pareri e opinioni, senza interrompere e sovrapporci. E, soprattutto, senza TV accesa o smartphone a portata di mano.

LEGGIAMO

Informarsi è sempre un buon modo per far nascere in noi buone domande e nuovi interessi. Cerchiamo sempre di confrontare più fonti quando ci documentiamo su un fatto e ricordiamoci che nessun parere è verità assoluta, anche se tutti devono essere rispettati.

DIFENDIAMO LE NOSTRE IDEE, RISPETTANDO QUELLE ALTRUI

Pensarla diversamente non è un reato, ma un arricchimento. Insegniamolo sin dalla più tenere età, ricordando che è importante avere le proprie idee e crederci, ma è altrettanto importante rispettare ciò che pensano gli altri. Dal confronto, dalla contaminazione, nascono le soluzioni migliori e realmente innovative.

UN GIOCO PER TUTTA LA FAMIGLIA

Sapete qual è un buon modo per allenarsi in famiglia ad essere curiosi? Magari può non piacere a tutti, ma fare piccoli esperimenti scientifici (come ad esempio mettere un po’ d’olio nell’acqua e vedere ciò che succede), piantare insieme dei semini e coltivarli, aiuta i bambini ad interessarsi di ciò che accade intorno a loro.

Un’altra cosa da fare insieme è preparare il libro degli animali o delle piante (magari carnivore, un successone tra i piccoli): basta munirsi di un quadernone ad anelli, cartelline plastificate, fogli.

Una o due volte a settimana potete preparare una piccola scheda con l’immmagine di un animale ed un breve testo sulle sue caratteristiche, anche ovviamente pescando da Internet, stampando testi e immagini. Oppure potete fare dei collage. Così facendo stimolerete i bambini, da sempre piccoli scienziati, realizzando una piccola enciclopedia personalizzata sulla base dei gusti dei lettori.