La classe capovolta (o flipped classroom) è una metodologia didattica innovativa che capovolge, appunto, i modelli di insegnamento più tradizionali per rinnovare, potenziare la lezione d’aula stimolando un maggiore interesse da parte degli alunni.

Questo metodo nacque nei paesi anglosassoni nella seconda metà degli anni novanta del Novecento come nuova modalità di fruizione di contenuti della classica lezione frontale, ma fu effettivamente applicato come metodologia didattica solo nel 2004 con il matematico Salman Khan.

COME FUNZIONA LA FLIPPED CLASSROOM

Si punta sul coinvolgimento attivo della classe usufruendo delle nuove tecnologie che eliminano le barriere fisiche, spazio temporali della scuola, portando le lezioni, gli approfondimenti, i test fra le mura domestiche mentre i compiti a casa sono fatti in classe. Ecco cosa vuol dire classe capovolta, ovvero inversione della metodica tradizionale che vede le lezioni in classe e i compiti a casa.

In sostanza:

  • in una classe tradizionale, a scuola vengono spiegati gli argomenti di studio mentre a casa si svolgono le esercitazioni
  • in una classe capovolta i ragazzi hanno accesso alle lezioni da casa, tramite una piattaforma digitale; in classe, discutono i loro apprendimenti e svolgono esercitazioni sugli stessi.

L’idea è quella di affidarsi ad una piattaforma on-line e caricare: file, link, mappe e tutorial su YouTube, predisponendo una vera e propria aula virtuale, inserendo ciascun alunno della classe. Gli studenti, tramite il proprio account, accedono e usufruiscono del materiale caricato dall’insegnante; possono usare una chat per comunicare con i propri compagni di classe e chiedere delucidazioni al docente.

Questa metodologia permette di trasmettere non solamente un bagaglio di conoscenze utili, ma anche delle corrette modalità di acquisizione delle stesse, grazie all’innovazione tecnologica che dà la possibilità di caricare e fruire di video in rete in maniera comoda, a costi praticamente nulli e anche con i propri dispositivi mobili ( cellulari, tablet, i pad, pc) grazie alla diffusione di connessioni in rete veloci e fruibili da tutti e in luoghi diversi. Il giorno seguente, in classe, l’insegnante potrà mettere a fuoco i nodi centrali di ogni argomento del lavoro fatto “a casa” oppure sfruttare l’occasione per attività di laboratorio ed applicazioni pratiche.

I PUNTI DI FORZA DELLA FLIPPED CLASSROOM

La classe capovolta “sposta” lo studio dei contenuti fuori dallo spazio (l’aula fisica) suggerendo un importante cambiamento di metodo: il pomeriggio non rappresenta quella fase della giornata di studio in cui si ripassano concetti già sentiti a lezione o ci si prepara da soli all’interrogazione, a test, oppure facendo esercizi sul libro di testo, ma si trasforma in una occasione rendere realmente l’allievo protagonista del proprio apprendimento. Con l’approccio flipped lo studente studia i concetti della lezione da solo, con l’ausilio di video o piattaforme di didattica online, e poi in classe ci si esercita con tutta la classe su ciò che si è appreso, focalizzandosi sul recupero, sull’approfondimento dei materiali e sulla discussione. Spesso in classe per questioni di tempo, di programmi ministeriali incombenze varie non c’è sempre modo di capire e “digerire” tutto.

C’è il passaggio innovativo da una spiegazione di tipo frontale, in cui l’insegnante fisicamente espone le sue lezioni alla classe, che spesso è fruitore passivo a una dinamica attiva di coinvolgimento pieno rendendo ogni allievo responsabile del proprio apprendimento e protagonista sia in una  dimensione sociale di collaborazione con i compagni sia in una dimensione individuale dello studio,​ ​attraverso​ ​la​ ​condivisione​ ​di​ ​documenti​ ​e​ ​feedback.

Il digitale ha cambiato la prospettiva dello spazio in cui si realizza il progetto didattico, che non è più come nel passato associato all’aula fisica, oggi parliamo di “ e –learning” proprio perché si apprende grazie alla rete internet in mobilità e in luoghi e tempi diversificati. Lavorare in modalità flipped rappresenta una bella sfida, che vivacizza il lavoro in classe e quello pomeridiano a casa, perché la didattica non è solo quella che si fa in aula tenendo conto che oggi le possibilità a nostra disposizione per imparare si sono ampliate.

Non esistono cose che non possono essere insegnate; esistono studenti che non sono   interessati​ ​alle​ ​cose​ ​da​ ​apprendere, per tale motivo si parla sempre più di ampliare la didattica digitale perché essa fa la differenza con una interazione dinamica che lo trasforma da fruitore per lo più passivo a partecipante attivo al centro della propria esperienza didattica ciascuno studente.

a cura della dott.ssa Antonia Ragone,
pedagogista e docente

   

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