TROPPI GIOCATTOLI NASCONDONO DEI GENITORI ASSENTI

Il rito del donare è complesso, a volte lo si fa con spontaneità, altre volte il dono maschera una necessità ricattatoria: donare non è gratuito, richiede sempre qualche altra cosa in cambio. 
In questo rito si incrociano linguaggi diversi: quello del dare e del chiedere, del donare e del ricevere…
Lo dovrebbe sapere bene chi fa l’educatore. Se un insegnante potesse visitare la camera da letto di un suo piccolo alunno capirebbe molte cose, ad esempio, contando gli oggetti stipati sopra il tavolino o sul letto: se sono tanti, troppi, allora c’è qualcosa che non va. Troppi orsacchiotti e troppe bambole rappresentano una richiesta di perdono da parte dei genitori: per essere stati latitanti o poco disponibili o distratti. I regali rischiano di diventare pedine di scambio necessarie all’adulto per lenire i propri sensi di colpa“.
Paolo Crepet

Il regalo è una soluzione semplice, comoda. Se ci pensi, un regalo non richiede né tempo né partecipazione: bastano i soldi. Per assurdo, l’unica cosa che ci viene richiesta per poter comprare un regalo è spendere abbastanza tempo lontani dai nostri bambini per guadagnare il denaro necessario. Crescere un ragazzo sostituendo ogni richiesta di tempo e attenzioni con dei regali gli insegnerà che le relazioni non hanno valore, anzi, sono qualcosa di deludente. Al contrario, impareranno a idolatrate gli oggetti materiali come merce di scambio privilegiata.

Un genitore coraggioso dovrebbe smettere di comprare regali, sostituendoli piuttosto con del tempo da spendere insieme ai bambini. Questo principio è alla base della nostra piramide dei regali: uno strumento per scegliere regali in modo etico e educativo.

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