IL CONFLITTO TRA ADULTO E BAMBINO

Lettura scelta da “Il bambino in famiglia”, di Maria Montessori:


I cosiddetti problemi dell’educazione, specialmente quelli riguardanti l’individualità, il carattere, lo sviluppo dell’intelligenza, hanno una loro origine nel conflitto permanente tra l’adulto e il bambino. Gli ostacoli che l’adulto oppone al bambino sono numerosi e gravi, ed essi diventano tanto più pericolosi, quanto più l’adulto si rivolge di continuo verso il bambino, e quasi si arma contro di lui, col diritto, con la scienza, con la volontà di dirigerlo secondo le proprie convinzioni.

Quindi l’adulto più vicino al bambino, come la madre o l’educatore, è quello appunto che rappresenta il massimo pericolo per la formazione della personalità infantile. La questione di questo conflitto primitivo tra il forte e il debole, non riguarda soltanto l’educazione, ma si riflette sulla vita psichica dell’uomo, dando la chiave di molte psicopatie e anomalie del carattere e del sentimento; quindi la questione è di ordine universale, o meglio ciclica, passando dall’adulto al bambino e dal bambino all’adulto. Il primo passo per risolvere integralmente il problema dell’educazione non deve dunque essere fatto verso il bambino, ma verso l’adulto educatore: occorre chiarire la sua coscienza, spogliarlo di molti preconcetti: infine cambiare i suoi atteggiamenti morali. A questo primo passo segue l’altro, di preparare al bambino un ambiente adatto alla sua vita e privo di ostacoli. L’ambiente può essere determinato sulla guida di una persona sola: del bambino, il quale a mano a mano che viene liberato dalla necessità di dover lottare contro gli ostacoli, comincia a manifestare i suoi caratteri superiori, le sue tendenze più alte e più pure di creatore di una personalità nuova. In questi due passi è compiuta la necessaria preparazione del fondamento: essa si risolve in un cambiamento di ordine morale così dell’adulto, come del bambino.


FONTI