Il gufo e il pesciolino

Parliamo spesso di animali nelle nostre favole. Perché a volte ci aiutano a parlare di noi, a trovare le parole che vorremmo dire e che ci teniamo dentro. Questa è la storia di due amici un po’ strani. Perché a volte l’amicizia nasce per caso e diventa più forte, sempre per caso. Per cui …

Il gufo e il pesciolino

C’erano una volta un gufetto e un pesciolino. Vi immaginate cosa possono avere in comune un volatile appollaiato su un albero e un pesciolino che lo guarda dall’acqua del laghetto sottostante? Difficile indovinarlo. Eppure i due erano amici davvero: per qualche strana magia, quando il pesciolino faceva le bolle e il gufetto rispondeva in gufese, si capivano. Un giorno però il gufetto iniziò a farsi delle domande: “Perché quel pesciolino vuole sempre parlare con me? Vuole carpirmi qualche segreto? Vorrà mica imparare a volare? Se ne stia laggiù a nuotare, io non ho bisogno di seccature!”. E così, insospettito, si allontanò su un albero più lontano, senza però mai smettere di scrutare l’amico.12722764_1147719345269124_1649167004_o

A sua volta il pesciolino, rimasto solo, cominciò a chiedersi perché l’amico era andato via. E pian piano nella sua mente si insinuò il dubbio che il gufo gli avesse preferito qualcun altro, magari capace di volare come lui. Dispiaciuto, ma punto nell’orgoglio, l’animaletto si tuffò nel profondo del laghetto, sicuro che nascosto tra le alghe nessuno lo avrebbe più fatto soffrire. Passò il tempo e, pur lontani, il gufo e il pesciolino continuavano la loro vita: in fondo che bisogno c’è di un amico se c’è la natura intorno a tenerci compagnia, con la sua maestosa bellezza? Ma la natura è beffarda e in quel silenzio iniziò a parlare: tanto colore, tanta pace e tanta meraviglia, proprio come un caleidoscopio colorato, facevano venir voglia di essere felici. Ogni scoperta, ogni foglia, ogni filo d’erba, ogni conchiglia sprofondata nella sabbia sussurravano qualcosa al gufo e al pesciolino. Che voglia di condividere nuove avventure! I cuori dei due erano pieni di cose da raccontare, come due palloncini pronti ad esplodere. E’ vero, il cielo ascoltava, il vento pure, ma sarebbe stato bello dire all’amico le scoperte del giorno, come il funghetto rosso con i puntini che sembrano lentiggini o le uova dischiuse dei cigni nel canneto del lago. E così il pesciolino risalì in superficie, ma giusto per dare un’occhiata, non perché il suo amico gli mancava. Fu così che, senza troppa sorpresa, lo vide sul solito ramo: perché anche lui si era avvicinato, ma, beninteso, solo perché non aveva molto da fare, non perché voleva sapere come stava il pesciolino. Da allora, senza bisogno di troppe parole, i due ricominciarono la vita di tutti i giorni. Non c’era bisogno di dirsi proprio tutto, o di stare appiccicati. Ma sapere che, al momento del bisogno, qualcuno ci sarebbe stato, era bello. Era bello davvero.

 

Questa storia è “illustrata” da Silvia Logi, artista fiorentina che ci concede i suoi lavori. A lei va un sentito ringraziamento, per l’impegno profuso nel diffondere l’arte a grandi e bambini. Se volete scoprire altre sue opere, visitate il sito ufficiale Silvia Logi Artworks