Il movimento aiuta lo sviluppo mentale dei bambini

Il movimento va considerato da un nuovo punto di vista. A causa di errori e malintesi lo si è considerato sempre come qualcosa di meno nobile di quello che è: specialmente il movimento del bambino, che è stato tristemente negletto nel campo educativo dove tutta l’importanza viene data all’apprendimento intellettuale“.
Maria Montessori

Queste parole, scritte originariamente nel 1948, hanno avuto un duplice sviluppo: da un lato, l’attenzione alla psicomotricità e al movimento nella scuola dell’infanzia, che ad oggi riesce in parte a soddisfare le esigenze motorie dei più piccoli. Dall’altra, il più totale abbandono nella scuola primaria: l’educazione motoria, ad oggi, è una disciplina marginale, alla quale non spetta un orario dedicato né una docenza titolare e specializzata.

Eppure, anche una concezione esclusivamente tecnica del movimento sarebbe errata: Sempre la Montessori: “È uno degli errori dei tempi moderni considerare il movimento a sé, come distinto dalle funzioni più elevate. Questo grave errore conduce a una frattura: la vita fisica da un lato e la mentale dall’altro. Ne risulta che dovendo il bambino svilupparsi tanto fisicamente che mentalmente, noi dobbiamo includere nella sua educazione esercizi fisici, giochi, ecc. perché non possiamo separare due cose che la natura ha disposto unite. La nostra nuova concezione sostiene invece l’importanza del movimento quale aiuto allo sviluppo mentale, quando il movimento sia posto in relazione con il centro“.

A distanza di settant’anni dalle intuizioni della studiosa, le neuroscienze hanno confermato il ruolo del movimento nell’apprendimento: si impara meglio se si alternano le lezioni “intellettuali” a quelle “fisiche”. Salute fisica e forza mentale procedono di pari passo.

FONTI

Maria Montessori, La mente del bambino, Garzanti, 1999 (ed. originale 1948)