IL SEGRETO PER ESSERE FELICI

vittorino andreoli

Vittorino Andreoli, che ricordiamo per alcune posizioni durissime verso i social network (aveva detto, infatti, che “i social sono per le persone frustrate, ne ha bisogno chi è morto. Facebook andrebbe chiuso“), è recentemente intervenuto nel corso dell’incontro “Vivere con due cervelli: digitale e di carne” (svoltosi a Rovereto, in occasione del festival Informatici Senza Frontiere).

In quest’occasione, ha spiegato meglio la sua posizione, offrendo alcuni spunti di riflessione interessanti:

“La mente dell’uomo ha bisogno di collegarsi con la mente dell’altro, trovare gratificazioni nel mondo reale. Un telefonino al massimo può produrre emozioni in risposta a degli stimoli, ma non dà né legami, né promuove sentimenti d’amore o solidarietà. La salute mentale dipende dalla capacità che ognuno di noi ha di relazionarsi con l’altro: è il rapporto con l’altro che ci fa stare bene. Bisogna passare dalla psicologia dell’io a quella del noi. Negli smartphone c’è il narcisismo”.

“Occorre assolutamente imparare a mettere dei limiti alle possibilità del mondo virtuale. Bisogna fare in modo che la tecnologia sia utile e non dannosa all’uomo e che accendere il telefonino non significhi per forza di cose spegnere il cervello. Anche perché sarebbe un vero peccato: il cervello umano è un’immensa Rete e ha potenzialità superiori a quello che teniamo in tasca”.

Ai giornalisti de “L’Adige”, che gli hanno domandato quale fosse il segreto per essere felici, Andreoli ha risposto: “Io sono contro la felicità. La felicità è dell’io. Io sono per la ricerca della gioia, il “gaudium”, che è qualcosa che riguarda il noi, l’insieme. È un concetto molto più continuo che solo attraverso l’altro possiamo dare e ricevere. È quello a cui dobbiamo ambire, soprattutto in questa società indebolita e sola, che tende ad isolare e in cui tutti abbiamo paura dell’altro”.

FONTE: L’Adige